Uova fritte a Carnevale

Uova fritte a Carnevale

Ritaglia il cartone, colora la stoffa. Incolla la carta, annoda il nastro. Misura, prova e indossa. Eccoti qua, sei un uovo perfetto! Si, un uovo. Fritto. Un uovo fritto di Carnevale.

Bisognava usare la fantasia, per inventare il vestito di Carnevale. Fantasia ce n’è stata, ma hanno avuto tutti la stessa. Tutti, anzi tutte. Perché sono le mamme, quelle che hanno scelto l’uovo fritto. E da uovo fritto ci hanno fatto vestire.

E così, uova fritte si aggiravano per il mio asilo. Uova bionde e uova brune. Uova che camminavano e uova che gattonavano. Uova che facevano le costruzioni e uova che giocavano con il trenino. E si guardavano, tutte quelle uova. Dicendosi uovoanchetu?

Sono arrivate una dopo l’altra, le uova. E si sono scoperte piano piano. Sotto la giacca è emerso un bianco, sopra i pantaloni è venuto fuori un rosso. Ed eccolo lì, l’uovo. Un uovo fritto a coprire tante pance tonde come ovetti. Di carta, di cartone o di stoffa. Fatto con ago e filo o con la colla.

Oh,uovoanchetu? sembravano dirsi tutte quelle uova. E si guardavano, per cercare di capire come fossero le altre, di uova. Si toccavano, per capire come erano fatte le altre. Si giravano, per vedere il davanti, e il dietro.

E poi, si sorridevano. Si mettevano vicini, bianco con bianco, rosso con rosso. Piccole uova fritte con la pancia tonda.

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