Una caciotta che cammina

Avete presente una caciotta? Uno di quei formaggi un po’ ciccioni, con un tondino sopra e un tondone sotto? Si, che sembrano essere una testa e un panciotto? Ecco, ce l’avete presente? Bene. Aggiungeteci un paio di gambotte ciccione, e sono io. E se questa caciotta con le gambe camminasse, mi assomiglierebbe ancora di più.Una caciotta che camminaPerché si, io ho imparato a camminare. Però qualche volta vado storto. E qualche altra dondolo, o perdo l’equilibrio. O sbando, o cado per terra. Con il sedere, se sono fortunato, o di faccia, se lo sono meno. E quando me ne vado in giro con la mia panzotta traballante e le gambe come un paperotto, mi sa che assomigliò un po’ a una caciotta. Una caciotta che cammina.

Perché io non solo sono largo come una caciotta, ma sono anche alto come una caciotta. Una caciotta o poco più. Sarà per quello che le persone ridono, quando mi vedono camminare. Perché di caciotte che camminano non se ne vedono mica tante, in giro. Perché forse faccio ridere, tutto traballante. Perché forse faccio ridere, quando cerco di andare veloce, e cado con la faccia in avanti. Perché forse faccio ridere, quando faccio ahahahahahahahahaha con la voce, come il rumore di una moto. Perché forse facciamo ridere, io e la mia mamma, che andiamo uno di qua e uno di là. Lei che mi dice vienicheandiamodiqua, e io che vado dalla parte opposta. Lei che spinge il passeggino in avanti, e io che torno indietro.

E ci mettiamo tanto tempo per andare in tutti i posti, perché io trovo sempre tante cose da guardare, lungo la strada. E non posso mica perdermele, no? E se mi accorgo che ne ho persa qualcuna, allora devo tornare indietro a controllare. È per quello che torno indietro, eh! Però poi mi stanco, con tutto questo guardare. E me ne torno a sedermi nel mio passeggino. Così, finalmente, riusciamo ad arrivare dove dobbiamo andare.

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