Un grande cuoco e un piccolo ristorante

grandi cuochi e piccoli ristoranti

Ho allacciato il grembiule facendo un fiocco intorno alla pancia. Ho preso la mia pentola rosa, e l’ho riempita con l’acqua. Poi, l’ho messa sul fornello, e l’ho acceso, girando la rotellina. Mi serviva per cucinare la posta. Poi ho preso una padella, e l’ho riempita con pomodoro, carota, pollo e fragola. Ci ho preparato per il sugo. Come dolce, un cono con il gelato gusto rosa.

Poi, ho apparecchiato la tavola: la tovaglia di Peppa Pig, il piatto giallo, il cucchiaio rosa. Ho cercato anche la forchetta ma no, non l’ho trovata. e il bicchiere non l’ho mai avuto. Ho preso la caffettiera, e ci ho messo dentro l’acqua. Poi, ho chiamato la mamma.

– Veni mamma pappa pronta!
– Eccomi, arrivo! Cosa mi hai cucinato, Filippo?
– Pasta sugo e gelato falola!
– Che meraviglia! Ecco, mi siedo qui!
– Lì no, mamma! Seduta tavola, no divano!

Io non lo capisco proprio. Io devo mangiare in cucina, lei vuole mangiare sul divano. Eh già, non è che si può mangiare dove si vuole! Si mangia a tavola, e basta. E infatti, a tavola ci si è seduta pure lei. Con la gambe sotto il tavolo, pure.  E quando era seduta per benino, allora le ho portato da mangiare.

– Che buona questa pappa, Filippo! Ma come l’hai cucinata?
– Preso pasta, cotta, poi messo sugo. Ecco, pronto!
– Buonissima! Si potrebbe avere anche un po’ di vino?
– Vino no, mamma! Finito!
– E come facciamo senza vino, Filippo?
– Vai altro ristorante, mamma. Qui vino no, mamma

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