Di quando siamo tornati alla scuola materna

Di quando siamo tornati alla scuola materna

Ci hanno mandato un messaggio, e ci hanno di andare a scuola. Ci hanno scritto oggi, per andare domani. A metà pomeriggio. Per andare a ritirare le sacchette, che stanno chiuse negli armadietti da quel 24 febbraio che è stato l’ultimo giorno di scuola di questo anno strano. Ci hanno chiamato, e noi siamo andati.

Fuori da scuola, c’era un cartello. Suonate, ché non si può mica entrare qui. Eh no, mica vorrete entrare, no? Aspettate al cancello, che veniamo noi. Suoniamo, e aspettiamo. Poi suoniamo, e aspettiamo. Poi suoniamo, e aspettiamo. Alla fine, arriva la maestra Alessandra. Che si, è quella che hanno appena operato alla gamba, e che cammina con una stampella. E’ arrivata per portare la racchetta di un altro bambino, che aspetta lì da un po’. Rossa, e sudata: così è arrivata la maestra Alessandra, alle 4 di un caldo pomeriggio di giugno.

Ci ha chiesto chi fossimo, e se volessimo solo le nostre, di sacchette. Si, grazie, le nostre ci bastano. Va bene, ora vado, e poi torno. Viale, ingresso, atrio, classe, armadietti, e ritorno. Ecco qua, le vostre racchette. Eh no, non sono le nostre, queste. No, siete sicuri? Eh si, siamo sicuri. Ah.  E come sono le vostre. Ci sembra così, ma non siamo sicuri. Sono 4 mesi che sono chiuse in armadietto, non è che ci ricordiamo bene cosa ci fosse, dentro.

Se magari potessimo entrare, sarebbe più facile per tutti. Eh no, mica si può entrare, a scuola. Ma entro solo io, prendo le mie cose, ed esco. Ho la mascherina, ho pure portato i guanti, ci metto un minuto. Eh no, nessuno può entrare nella scuola materna. Ma si può andare dappertutto, ormai, e non si può andare a scuola. No, non possiamo far entrare nessuno, nemmeno la dirigente. Va bene, allora aspetto.

Ecco le vostre cose! Eh, no, non sono nostre queste. E di chi sono, allora? Non lo so, di chi sono; quello che so è che non sono nostre. Ma come no? Eh no, su questo zaino c’è scritto Daniele, sul nostro c’è scritto Filippo. Ma io non lo trovo, quello con scritto Filippo. E quindi, come facciamo? Come facciamo, non lo so. Io quello che so è che le cose che non ritira nessuno le buttiamo, ché dobbiamo pulire. Ma se dovete ancora pulire, allora perché non ci potete far entrare? Perché ci hanno detto così, e non ci possiamo fare niente. Questo lo immagino, e non lo discuto, e non lo capisco. Si figuri io, se lo capisco.

Sarebbe bello che qualcuno che lo capisce ce lo spiegasse, perché noi davvero non lo capiamo. E come questo, ci sono tante altre cose che non capiamo, in questa strana scuola scuola materna del Coronavirus.

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