Topolini e waterini

Topolini e waterini

Un pavimento blu, e tanti bambini seduti in cerchio. Un libro di topi e pannolini, e tanti piccoli waterini. Chi legge, e chi ascolta. Chi sorride, e chi non sa bene cosa pensare. Ecco, che cosa mi è successo, qualche giorno fa, all’asilo.

Siamo andati nel bagno, e ci hanno detto oraleggiamounlibro. E loleggiamoqui, ho pensato io? Seduti sul pavimento freddo, lo leggiamo? Ma non ce ne potevamo stare di là, sui cuscini, comodi comodi? No. Chissà perché. E niente, in bagno, abbiamo letto il libro.

Un libro di topolini, e pannolini. Topolini che si guardano dentro i pannolini. Pensando di trovarci che cosa, chi lo sa. Guarda tu che guardo anche io, cerca tu che trovo io. Tante cose ci hanno trovato, i topolini, nei loro pannolini. Che sono poi le stesse che ci trovo anche io, mi sa. Quando dico vogliovedere, e ci guardo un po’ dentro, per vedere che cosa c’è, nel mio pannolino.

E insomma, guardano guardano, questi topolini. Finché da guardare non ci trovano più nulla. Perché in un pannolino non c’è proprio nulla. Eh già, perchè c’è un topolino che lo fa nel bagno, quello che gli altri fanno nel pannolino. Eh già, proprio nel bagno. In quei piccoli waterini.

Li abbiamo guardati anche noi, quei piccoli water dell’asilo. Di qua e di là, di su e di giù. Li abbiamo guardati, e poi li abbiamo pure usati. Beh, usati non proprio. Diciamo che abbiamo fatto quello che di solito si fa, con i water. Ci si siamo seduti sopra.

E poi, ce ne siamo stati così, seduti sui waterini. Appesi come polli su quelle sedie con il buco. Con le gambe che dondolavano. E le mani che si tenevano strette strette, per non cadere giù. Che chissà dove si finisce, se si cade in quel buco.

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