Togli di qui, aggiungi di là

Togli di qui, aggiungi di là

Ecco quello che abbiamo fatto, con la mia mamma e il mio papà. E pure con NonnoC e NonnaG, che avevamo bisogno di persone forzute. Togli di qui, aggiungi di là. Sposta di qui, muovi di là. Prendi questo, gira quello. Da una parte, all’altra. Da una stanza, all’altra.

Abbiamo preso il mio letto, e lo abbiamo spostato. Dal suo posto, in un altro posto. Dalla sua stanza, in un’altra stanza. Che ora è diventata la sua, di stanza. Era un po’ strano, vedere il mio letto che se ne andava in giro per la casa. Che usciva dalla porta e che girava in corridoio. Ehidovevai? volevo dirgli io, al mio lettino. Comefaccioadormire,setutenevai? ho pensato. Ma poi mi sono accorto, che non se ne stava andando via. Si stava solo spostando, in un altro posto.

Era il mio tavolino, quello con le sedie rosse, che sembrava non averlo più, il posto. Perché dove stava lui prima, poi ci stava un divano. E per lui di spazio non ce n’era più. Me ne sono accorto io, quando l’ho spinto dentro la sua stanza, e ho cercato di metterlo al suo posto. Ma niente, non ci stava. Ma poi ho visto. Che potevo metterlo al posto del letto, che tanto era nell’altra stanza. Ci stava proprio bene, nel suo posto nuovo. Sembrava quasi fatto per lui, per lui e per le seggioline rosse.

Mi piace, la mia nuova camera. Anzi, le mie nuove camere. Perché si, ora ne ho due. Una per dormire, e una per giocare. C’è solo una cosa, che ancora non ho capito. Ma quando parlano di un altro letto, da mettere nella camera per dormire, che cosa mai ce ne faremo?

 

Rispondi