Tasti bianchi e tasti neri

In soggiorno abbiamo una scatola nera grande grande che ha davanti uno sgabello su cui ogni tanto mi siedo con il mio papà.
tasti-pianoforte

Apriamo insieme il coperchio e cominciamo a schiacciare quei tasti bianchi e neri che sono tutti vicini vicini. Il mio papà, che è forte, riesce a fare un bel rumore pigiando con le dita: le muove veloce, avanti e indietro, e io mi diverto a guardarlo e ad ascoltare la musica che viene fuori dalla scatola.
Anche io vorrei riuscire a suonare, ma per le mie manine quei tasti sono troppo pesanti: io cerco di usare tutta la mia forza, ma non ce la faccio.
E allora, quando mi sono stufato di ascoltare la musica, mi piego sulla tastiera, mi avvicino ai tasti, e li assaggio.

In fin dei conti, che c’è di male? Quando il mio papà non c’è, la mia mamma mi prende sotto le ascelle e mi fa saltellare avanti e indietro sulla tastiera; non vedo perché io non dovrei darle una leccatina…

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