#lodicelamamma: regali

Ci abbiamo pensato, li abbiamo cercati, li abbiamo scelti, li abbiamo comprati, li abbiamo aspettati, abbiamo controllato che fossero quelli giusti. Li abbiamo messi tutti in fila sul tavolo, insieme a carte, nastri, forbici e fiocchi, e li abbiamo impacchettati.

#lodicelamamma: regali

Abbiamo ritagliato la carta, abbiamo preparato i pezzetti di scotch, abbiamo scelto i colori dei nastri, abbiamo appiccato i bigliettini, ci abbiamo scritto sopra da a. E poi, li abbiamo messi sotto l’albero. Uno, due, dieci; prima pochi, poi tanti. Prima impilati con ordine, poi sparsi sul pavimento. Colorati e disordinati. Sotto l’albero ce li abbiamo portati uno per volta, e ogni volta era un sorriso, perché sotto l’albero, di pacchetto, ce n’era uno in più. Non importava che fosse grande o piccolo, importava che ci fosse. Non importava che nome ci fosse scritto sul biglietto, importava che andasse anche lui sotto l’albero, con gli altri.

E ogni volta che portavi un pacco sotto l’albero, correvi. E ogni volta che ce lo lasciavi, lo indicavi sorridendo. Perché era uno in più, oltre i tanti che già c’erano. E ogni volta che qualcuno ti chiede Filippodovesonoiregali, tu verso quell’albero ci corri, lo indichi con quel dito cicciotto, dici uhuhuhuhuh, e sorridi. Sorridi, e ti sorridono gli occhi, le guanciotte e la bocca. Sorridi, orgoglioso del tuo albero con tutti i regali sotto. Come se fossero tutto merito tuo. E forse un po’ lo sono, merito tuo.

 

Se nel regalo ci sono io

I regali. Non sono mica una cosa facile da fare, eh! Che per fare contento qualcuno con un bel pacchetto luccicoso con un grande fiocco, bisogna che ci sia un altro qualcuno che ci ha pensato, a cosa metterci dentro, a quel pacchetto luccicoso con un grande fiocco. E magari non gli è neanche bastato pensarci una volta, ma ha dovuto pensarci due, o magari tre volte. E magari non gli sono neanche bastate per avere una bella idea.

Se nel regalo ci sono io

Perché sì, qualche volta succede, di sbagliarsi. Di scegliere una cosa che sembra perfetta, e poi scoprire che tanto perfetta non lo è. Può succedere con i giochi, per esempio. Di scegliere per un bambino piccolo un gioco per un bambino grande, o per un bambino grande un gioco per un bambino piccolo. O di scegliere un gioco che magari ne avevi uno uguale, e di due non te ne fai proprio niente. O di scegliere un gioco che proprio proprio non ti piace, e più ci giochi e meno ti piace.

Altrimenti, ci sono i vestiti. Ecco, i vestiti, quelli possono essere una bella idea. Ma cosa dire di quei maglioni, che sono sempre troppo lunghi sulle braccia e troppo stretti sulla pancia? O di quelle magliette con il collo lungo lungo e stretto stretto, che andrebbero bene solo ad una giraffa? O di quei pantaloni, che devi tirare forte forte per chiuderli e poi non riesci nemmeno a respirare? E poi, ci sono i costumi da bagno in cui stai comodo a dicembre e i maglioni che guardacometistabene a luglio. Che, alla fine, non ti servono proprio a niente. E anche se potrebbero essere proprio proprio giusti, alla fine sono regali sbagliati. E non ci puoi proprio fare niente, se non farli rimanere regali sbagliati.

E poi, ci sono i regali che non sono mai sbagliati. Che non puoi fare altro che farli giusti. Perché è così facile farli, che non si riesce proprio a farli sbagliati. E quando qualcuno li apre, lo capisce subito, che sono fatti apposta per lui. Siete curiosi, eh? Volete che vi dica quali sono, questi regali che non sono mai sbagliati? Pensate un po’ ad un calendario, con dentro le foto più belle. E’ difficile solo sceglierle; tutto il resto, è facile. Bella idea, vero? E se poi ci sono dentro io, al calendario, me lo spiegato come fa a non essere una bellissima idea?

Se nel regalo ci sono io

 

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Il regalo del cuore

A me piacciono, i regali. Mi piacciono nelle loro carte colorate e luccicose, con i nastri e i fiocchi. Con i bigliettini con scritto PerFilippo,cheèstatotantobuono. Mi piace guardarli, e pensare a che cosa ci sarà dentro. E immaginare quante cose belle ci potrai fare, con quel regalo.

Il regalo del cuore

Mi piace prenderli, e metterli tutti vicini. Così mi sembrano ancora più tantissimi. E quando li ho messi tutti vicini, allora posso decidere da dove cominciare. Ad aprirli, chiaramente. A togliere i nastri e a strappare le carte, curioso di vedere che cosa si nasconde sotto. A cercare di capire che cosa ci sia sotto la carta, prima ancora di averla tolta tutta, quella carta. A immaginare che cosa ci potrei fare, con quel regalo. Come lo potrei usare. Come mi ci potrei divertire. E poi, con chi ci potrei giocare.

Eh sì, perché il bello dei regali è proprio quello, avere qualcuno con cui poterci giocare. Avere un amico che, se gli lanci la palla, te la rimanda indietro. Un amico che, se non trovi il tuo libro preferito, ti aiuta a cercarlo. Un amico che, se la torre che costruisci cade sempre, cerca di farne con te una che non cade mai. O che non cade subito, almeno. Perché sì, è proprio questo il bello dei regali: avere qualcuno con cui condividerli.

Questo post sostiene la Fondazione Mission Bambini che nel weekend del 12 e 13 dicembre sarà con i suoi volontari nelle piazze di tutta Italia per dar vita all’evento “Le piazze del cuore”. I fondi raccolti serviranno ad operare 100 bambini nati con una grave malattia al cuore in un Paese povero. Scopri la piazza più vicina su www.missionbambini.org. Segui #amicidelcuore.

Il regalo per il compleanno

Cara mamma,

Volevo farti un regalo speciale per il tuo compleanno. Compi trentadue anni, non sono mica pochi, eh! Bisogna festeggiarli, tutti questi anni. Uno per uno, un compleanno per ogni anno. Avevo anche pensato a trentadue regali, ma poi ho pensato che no, sono troppi. Poi ti abitui, e non va bene.

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Allora mi sono concentrato su uno. Una torta, ho pensato. Ma poi ho pensato che tu metti troppo in alto tutte le cose per fare le torte, e io non ci arrivo nemmeno con la sedia. Facciamo che prendo uno dei miei biscotti dal pacchetto, va bene?

Poi ho pensato: dei fiori! Ma mi è venuto in mente che i fiori bianchi e gialli nel prato non ci sono più. Te li ricordi, quelli che cercavo di mangiarmi, che avevo tutti i pezzetti sulla faccia? Ecco, quelli: li hanno portato via quei signori rumorosi che sono venuti qualche giorno fa. Facciamo che prendo qualche fogliolina dalle piante di papà sul balcone, va bene? Tanto lui mica se ne accorge, se tu non glielo dici…

Allora mi è venuta un’altra idea: delle scarpe! Alle mamme piacciono le scarpe, vero? Io le sento, le femmine che parlano sempre di scarpe, soprattutto di quelle che fanno male ai piedi. Però ho pensato che tu hai i piedi grandi, e io non ne ho mai viste di così grandi, di scarpe come le mie, con i buchetti davanti. Ho sentito dire arrivanoalventicinque, e mi sa che non va bene. Facciamo che di scarpe ne hai già tante, e non te ne servono altre? Poi ora fa caldo, puoi andare in giro senza!

Torta, no; fiori, no; scarpe, no. Ma che cosa rimane, da regalare ad una mamma? Che cosa è, che le può servire? Io proprio non lo so. Ché poi, queste mamme, sono sempre lì a parlare, lo dicessero, che cosa vogliono. E invece no, bisogna indovinare. E poi ci rimangono male, se sbagli. Non è che qualcuno mi aiuta? Magari sono ancora in tempo…