#lodicelamamma: e tu vorresti solo dormire

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Senti una voce, che parla. E poi senti una mano, che ti tocca. Apri un occhio, e poi ne apri due. Vedi un bambino che ti parla e ti tocca. Parla, parla, parla. Ti parla, a te che non riesci a capire nemmeno una parola di quel monologo. Cerchi di capire che ora sia, poi pensi che non importa. Perché tanto lui è sveglio. E’ lì, di fianco al tuo letto, che parla e saltella. Poi senti un’altra voce, che grida. E’ là, che grida, e saltella. Pure lei è sveglia.

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Le notti dei bambini

le notti dei bambini

iniziano con una storia che finisce e un libro che si chiude, le notti dei bambini. Con un bacio grande e un abbraccio stretto. Con un coperta rimboccata e un cuscino morbido. Con una musica dolce che suona piano. E finiscono con uno sguardo che ricomincia a scoprire il mondo e due manine che spuntano dalle lenzuola. Continua a leggere

Di quella volta che sono caduto dal letto

Di quella volta che sono caduto dal letto

Immagina: un materasso morbido su cui sdraiarsi, un cuscino soffice su cui appoggiare la testa, una coperta calda con cui riscaldarsi. Pensa: gli occhi si chiudono piano piano, le mani accarezzano il tuo orsetto preferito, le gambe si allungano nel letto. Ricorda: la musica dolce per addormentarsi, la lucina della nanna per fare i sogni belli. E poi, il pavimento.

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Quando arriva l’ora della nanna

Quando arriva l'ora della nanna

Quando arriva l’ora della nanna, io ti cerco, e ti chiamo. Ti prendo per mano, e ti chiedo di venire con me. Io davanti, tu dietro. Nella mia cameretta buia di nanna, e al mio lettino piccolo. Appoggio la testa sul cuscino, e aspetto che tu mi appoggi la coperta sulle spalle, mamma.

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Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

E poi, eccomi lì. Con il mio pigiamino con il draghetto sputafuoco, e le calze con le macchinine. Titti in una mano, e la Giraffa nell’altra. Mi avvicino piano piano, zitto zitto. Tocco con le mani, per capire dove sono. Quando sento il letto sotto le dita, mi ci appoggio con tutte e due le mani. Poi, alzo prima una gamba, e poi l’altra. Ed eccomi lì, sul letto. Un piede qui, una gamba lì. Io ci passo nel mezzo. Ecco un sedere, e poi una pancia. In uno spazio fra i due cuscini, appoggio la testa. Poi mi appallottolo, e infilo le gambe sotto la coperta.

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