Maddalena

L’altro giorno sono andato con la mia mamma in ludoteca, che è un posto con tanti giochi e tanti bambini con cui giocare.
Siamo usciti presto, io ho fatto un sonnellino di qualche minuto nel passeggino e alle nove eravamo già lì. Siamo arrivati per primi, subito dopo è entrata Maddalena.

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Mi sa che Maddalena è una femmina, perché aveva uno di quegli strani vestiti in cui non si possono infilare dentro le gambe, come si fa con i pantaloni. Qualche volta se li mette anche la mamma, mentre il papà non l’ho mai visto con una di quelle cose. È per quello che ho pensato che Maddalena è una femmina.

Mi sa che sono un po’ strane, queste femmine. Ecco, io non ho tanta esperienza, però mi sembra proprio che siano diverse da noi maschi. E non solo perché si mettono addosso quelle strane cose.

Maddalena è già capace di camminare, quindi può andare dove vuole. Io sono un po’ invidioso, perché deve essere bello andarsene in giro invece che stare sempre seduti per terra. Comunque, la cosa che Maddalena voleva raggiungere era la borsa che la sua mamma aveva posato all’ingresso, vicino alla porta. Ma la sua mamma non voleva che la toccasse. Erano due femmine che volevano due cose diverse: Maddalena voleva prendere una cosa, e la sua mamma non voleva che la prendesse. Oppure erano due donne che volevano la stessa cosa. Una borsa.

Solo le femmine piangono per una borsa.

Che sorpresa papà!

Durante il giorno, il mio papà non sta con me: esce la mattina e io lo rivedo la mattina dopo. Quando vado a fare la nanna dopo cena lui non c’è: chissà dove se ne va per tutto quel tempo. Per fortuna ci sono dei giorni in cui non esce, e rimane a casa con me e la mamma.

Qualche sera fa è successa una cosa che non era mai capitata prima: io avevo fatto la pappa – l’ho mangiata tutta tutta, eh! – e pure il bagnetto e me ne stavo tranquillo a giocare nella mia camera.
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Proprio quando ero finalmente riuscito a prendere in mano quel pupazzo colorato che mi piaceva tanto, ecco che sulla porta è comparso il mio papà! Era appena tornato da quel posto in cui va sempre e aveva ancora la giacca: quando mi ha visto ha fatto un sorriso e quando l’ho visto ho fatto un sorriso grande grande. Ero contento che fosse a casa con me! Mi ha dato un bacio e mi ha fatto fare altoalto, molto più in alto di come mi fa fare la mamma, che è un po’ bassa.

Mi è piaciuto passare una serata fra uomini e fare le cose che fanno i maschi: ci siamo rotolati per terra e siamo finiti sotto il letto, abbiamo fatto un fila altissima con i Lego, abbiamo letto un libro sulle ruspe. E poi, ho persino russato. Forte forte, eh!

La mia virilità e un abito molto rosa

Qualche giorno fa siamo andati in un negozio che vende abiti per bambini. Io pensavo che la mia mamma avrebbe comprato un bel regalo per me, che di certo me lo merito perché sono sempre bravissimo. E invece no, siamo andati dritti dritti verso un reparto tutto rosa.
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Rosa? Ma io sono una maschio! Porto i pantaloni, mi vesto d’azzurro! Che cosa le viene in mente? Tutto quel rosa, balze e merletti, brillantini e pailettes. Ancora non si è rassegnata alle magliette con le ruspe e le tute con le toppe? Non sa che io giocherò con le macchinine e i Lego, mi rotolerò nel fango, guarderò Spiderman e da grande vorrò fare il calciatore? Non sa che è quello che mi deve insegnare fin da piccolo?

Io sono un maschio, devo vivere in un mondo tutto azzurro. Solo azzurro, e basta.

O forse no?