Quando arriva l’ora della nanna

Quando arriva l'ora della nanna

Quando arriva l’ora della nanna, io ti cerco, e ti chiamo. Ti prendo per mano, e ti chiedo di venire con me. Io davanti, tu dietro. Nella mia cameretta buia di nanna, e al mio lettino piccolo. Appoggio la testa sul cuscino, e aspetto che tu mi appoggi la coperta sulle spalle, mamma.

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Io che sembro lei

io che sembro lei

Io che sembro lei. Con quella faccia che ti guarda un po’ così, con le guanciotte morbide e il buco tra i denti. Le braccia dritte dritte, le dita delle mani aperte. La gambe morbide e i piedi cicciotti. E poi, quella pancia tonda tonda. Mia, così come era sua.

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Un abbraccio stretto stretto

Un abbraccio stretto stretto
Eravamo così, guancia contro guancia. La mia guanciotta morbida contro la sua guanciotta che un po’ più morbida lo è diventata. Le mie braccia strette strette intorno al suo collo, le sue braccia dietro la mia schiena. Le mie mani attaccate, ché non si sa mai che mi scappavano, le sue mani che mi facevano le carezze dalle spalle fino al sedere.

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