I colori sulla faccia

Ci sono delle volte in cui si mettono i colori sulla faccia, le femmine. Colori di tutti i colori su tutta la faccia. Un po’ rosa, un po’ marrone, un po’ rosso, un po’ giallo, un po’ verde, un po’ nero. Sulle guance, sulle labbra, sugli occhi, negli occhi. Per fare la faccia colorata.

I colori sulla faccia

Si mettono davanti allo specchio, le femmine, e si guardano. Si guardano i capelli, se vanno dove loro vogliono che vanno. Si guardano la pelle, se è del colore che a loro piace. Si guardano sotto gli occhi, se ci sono i segni neri. E guardandosi, fanno le facce. Di solito, brutte. Come se non fossero contente della faccia che vedono.

E allora, si mettono i colori, sulla faccia. Il rosa, e poi il marrone sulle guance. Poi tutti i colori sopra gli occhi: chiari, scuri, brillanti. Tutti insieme, ognuno in un pezzetto sopra l’occhio. E poi si colorano con la matita pure dentro l’occhio, che per me si fanno anche un po’ male. E finiscono con il rosso sulla bocca.

E mentre si mettono tutti questi colori continuano a fare le facce strane: gonfiano le guance, alzano il mento, strizzano gli occhi, aprono la bocca come se dovessero dire ohhhhh, strofinano le labbra una contro l’altra. E poi si guardano, e sorridono. Si sorridono, contente. Contente delle loro facce colorate. E io mi chiedo solo come facciano a farle tornare normali, quelle facce colorate.

I maschi giocano con le macchinine, le femmine con le bambole

Eh sì, è proprio così. I maschi le macchinine, le femmine le bambole. E poi i maschi si vestono di azzurro, si mettono i pantaloni, giocano con la palla e amano i camion. Le femmine si vestono di rosa, mettono la gonna, giocano con la Barbie e amano le borsette. Poi, i maschi giocano a fare i calciatori, le femmine le ballerine. Oppure i maschi fanno finta di essere supereroi, le femmine fanno finta di fare le torte.

maschio-o-femmina

Anche quando si diventa grandi, i maschi e le femmine fanno cose diverse: i papà vanno a lavorare, le mamme stanno a casa a cucinare. Ognuno ha le sue cose da fare: i maschi, le cose da maschi come guidare la macchina; le femmine, le cose da femmine come pulire il pavimento.

O forse no: forse mi sbaglio. Perché ci sono anche le femmine con i pantaloni, e i maschi con la maglietta con il porcellino rosa. E poi ci sono i papà che cucinano, e le mamme che lavorano.

E ci sono pure le femmine che giocano con le macchinine e i maschi che giocano con le bambole? Perché, pensavo, magari è divertente…

 

Maddalena

L’altro giorno sono andato con la mia mamma in ludoteca, che è un posto con tanti giochi e tanti bambini con cui giocare.
Siamo usciti presto, io ho fatto un sonnellino di qualche minuto nel passeggino e alle nove eravamo già lì. Siamo arrivati per primi, subito dopo è entrata Maddalena.

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Mi sa che Maddalena è una femmina, perché aveva uno di quegli strani vestiti in cui non si possono infilare dentro le gambe, come si fa con i pantaloni. Qualche volta se li mette anche la mamma, mentre il papà non l’ho mai visto con una di quelle cose. È per quello che ho pensato che Maddalena è una femmina.

Mi sa che sono un po’ strane, queste femmine. Ecco, io non ho tanta esperienza, però mi sembra proprio che siano diverse da noi maschi. E non solo perché si mettono addosso quelle strane cose.

Maddalena è già capace di camminare, quindi può andare dove vuole. Io sono un po’ invidioso, perché deve essere bello andarsene in giro invece che stare sempre seduti per terra. Comunque, la cosa che Maddalena voleva raggiungere era la borsa che la sua mamma aveva posato all’ingresso, vicino alla porta. Ma la sua mamma non voleva che la toccasse. Erano due femmine che volevano due cose diverse: Maddalena voleva prendere una cosa, e la sua mamma non voleva che la prendesse. Oppure erano due donne che volevano la stessa cosa. Una borsa.

Solo le femmine piangono per una borsa.

Il senso di papà per il pulito

Ogni tanto mamma e papà parlano di pulizie. Papà non lo sa, perché lui durante la settimana non c’è, ma io e la mamma facciamo tante cose in casa durante la mattina.
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Mettiamo a posto la cucina, laviamo le cose della colazione e prepariamo il brodo per me, rifacciano i letti e mettiamo a posto le stanze, facciamo il bucato e lo stendiamo, diamo una bella spazzata per terra. Questo, tutti i giorni. A volte poi ci sono altre cose da fare, come andare al supermercato o al mercato a comprare le cose buone da mangiare, per esempio. Che poi devono essere cucinate. E poi non ci dobbiamo dimenticare che noi abbiamo anche degli altri impegni, come andare alla ludoteca il mercoledì.

Io credo che al papà piacciano tutte queste cose, quando le facciamo io e la mamma. È piacevole infilarsi una bella camicia profumata e ben stirata e tornare a casa e trovare la cenetta pronta. Quando invece mamma chiede a lui di fare qualcuna di queste cose, lui dice sempre che non gli sembra che servano: perché pulire per terra se è già tutto pulito? O perché stendere ora il bucato che sto guardando la televisione?

Ho sentito che papà ha detto a mamma che lei è diventata fissata con le pulizie. Anche il mio amico Richi mi ha raccontato che la sua mamma è un po’ fissata, secondo il suo papà. E anche i miei amici della ludoteca mi hanno fatto sapere che i loro papà dicono lo stesso.

Chissà invece cosa dicono le mamme, dei papà…

La mia virilità e un abito molto rosa

Qualche giorno fa siamo andati in un negozio che vende abiti per bambini. Io pensavo che la mia mamma avrebbe comprato un bel regalo per me, che di certo me lo merito perché sono sempre bravissimo. E invece no, siamo andati dritti dritti verso un reparto tutto rosa.
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Rosa? Ma io sono una maschio! Porto i pantaloni, mi vesto d’azzurro! Che cosa le viene in mente? Tutto quel rosa, balze e merletti, brillantini e pailettes. Ancora non si è rassegnata alle magliette con le ruspe e le tute con le toppe? Non sa che io giocherò con le macchinine e i Lego, mi rotolerò nel fango, guarderò Spiderman e da grande vorrò fare il calciatore? Non sa che è quello che mi deve insegnare fin da piccolo?

Io sono un maschio, devo vivere in un mondo tutto azzurro. Solo azzurro, e basta.

O forse no?