#lodicelamamma: i vecchietti, ai tempi del Coronavirus

#lodicelamamma: i vecchietti, ai tempi del Coronavirus

#iorestoacasa, ce l’hanno detto, e l’abbiamo fatto. Dal giorno in cui ce l’hanno detto, abbiamo scelto che non dovevamo fare altro che farlo. Perché è giusto così: per noi, e per tutti. Per tutti, che vuol dire per noi, e anche per te, caro vecchietto.

Epperò, caro vecchietto, mannaggia a te. Che scopro che sei andato al parco a giocare a bocce con i tuoi amici. Che mi dicono vai tutti i giorni al supermercato ché poi come fai con la mozzarella, che scade? Chi sembra non possa resistere se non fai quattro passi, tutti i giorni.

Perché quello che mi sembra, in questi giorni, è che siano -anche – quelli che tutti dobbiamo proteggere perché sono la fascia più debole che stiano facendo meno degli altri per cercare di proteggere prima di tutti se stessi. Io posso fare tutto quello che posso per rispettare le regole, però, caro vecchietto, le regole le devi rispettare pure tu. Altrimenti non ce la faremo mai: non ce la faremo noi, ma non ce la farai nemmeno tu. Tu, che sei quello che, ora, sembri essere più debole degli altri, e che più degli altri dovresti cercare di proteggerti.

E allora fallo, mannaggia. Vai a casa, e restaci, così come stiamo cercando di fare noi. Ogni giorno, da quando ci hanno detto di farlo. Ogni giorno, con fatica. Tanto la mozzarella non scade, puoi stare tranquillo.

P.s: questo è quello che vediamo noi, nel parco e nel supermercato vicino a casa nostra. Che magari non è lo stesso che succede nel vostro.

L’ordine, ai tempi del Coronavirus

L'ordine, ai tempi del Coronavirus

 

 

 

 

 

 

 

– Dove state andando, bambini?
– In corridoio
– E perché andate in corridoio con tutte quelle cose?
– Perché in camera non c’è spazio
– In che senso, non c’è spazio?
– Eh mamma, non c’è spazio vuol dire che non c’è spazio!
– Grazie per la spiegazione, Filippo. Però vorrei sapere come mai in camera vostra non avete lo spazio per fare un puzzle
– Perché sul pavimento ci sono tutti gli altri giochi, mamma!
– Era proprio quello che immaginavo, Sofi!
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La noia, ai tempi del Coronavirus

La noia, ai tempi del Coronavirus

– Mamma?
– Dimmi, Filippo
– Cosa facciamo, mamma?
– Io mi annoio, mamma
– Eh si Sofi, anche io mi annoio
– Possiamo guardare la televisione, mamma?
– L’avete già guardata la televisione, bimbi!
– Ma ne abbiamo guardata poca!
– Che cosa vuol dire poca, per te, Filippo?
– Quella che abbiamo guardato oggi, mamma!
– Si mamma, si, era poca, quella che abbiamo guardato. E poi ieri ne abbiamo vista più tanta. Vero, Filli?
– Eh si, mamma, ieri abbiamo visto un catone in più di oggi
– E allora facciamo che adesso facciamo un gioco, che dite?
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Un po’ grande, e un po’ piccolo

Un po' grande, e un po' piccolo

Ed eccoti lì, a metà. Non sei di qua, ma non sei nemmeno di là. O forse, sei un po’ di qua, e un po’ di là. In equilibrio. Un po’ precario, a volte. Molte volte, a dire la verità. Cone se ti tirassero da una parte, e subito dopo anche dall’altra. E tu sei lì, che cerchi di stare in equilibrio, ma qualche volta lo perdi, quell’equilibrio.

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#lodicelamamma: e poi, inizia la scuola

#lodicelamamma: e poi, inizia la scuola

Non è che ci credevi molto, quando te lo dicevano. No, non ci credevi perché pensavi che per te non sarebbe potuto essere, così. Perché così non era stato, fino a quel momento, e quindi non capiscivi perché gli altri ti dicevano che sarebbe stato diverso, in futuro. Anzi, pensavi che si sbagliassero, in realtà. O forse, ti auguravi che si sbagliassero, perché se si fossero sbagliati le cose sarebbero così come tu le avresti volute. O come credevi, di volerle.

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Di quando è arrivata la fatina dei ciucci

Di quando è arrivata la fatina dei ciucci

E poi, eccola lì, che è arrivata di nuovo. Lei, proprio lei, la fatina dei ciucci. Oh già, è tornata un’altra volta, per prendersi un ciuccio. Ne ha bisogno uno per un bambino piccolo, dicono. Ma se ne è presa almeno quattro, o cinque. Quello rosa con la ballerina, che era il suo preferito. Quello dell’asilo, che era rosa pure lui. Quello verde con la tigre e quello blu, che non ciucciava più mica tanto bene. E pure un altro, che era finito dimenticato in un cassetto. Già, s’è presa pure quello, che non si sa mai.

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