Giochiamo ai Paw Patrol, mamma?

Giochiamo ai Paw Patrol, mamma?

– Ehi, mamma!
– Ehi Filippo, dimmi!
– Giochiamo ai Paw Patrol?
– E come facciamo, a giocare ai Paw Patrol?
– Facciamo che io sono Ryder, e tu e Sofia siete i cuccioli!
– Che bello! E poi?
– E poi io dico cosa dovete fare, e voi lo fate!
– Ah, che meraviglia, Filippo! Quindi tu dai gli ordini, e noi eseguiamo, giusto? E’ questo il gioco?
– Si, mamma, proprio così!

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#lodicelamamma: quando i figli crescono, e tu non te ne accorgi

#lodicelamamma: quando i figli crescono, e tu non te ne accorgi

E poi, eccoli lì. Anzi, qui. Qui, ed ora. Loro, già, proprio loro. Loro, che fino al giorno prima ti erano sembrati piccoli, che il giorno dopo te li ritrovi grandi. Incredibilmente, inspiegabilmente grandi. Grandi come non avresti mai pensato potessero diventare, in quel niente che è passato da quando li hai lasciati piccoli. Ieri piccoli, oggi grandi. Cresciuti. Cambiati. Loro, mentre tu sei ancora lì, come quando erano piccoli. Ma ora, piccoli non lo sono più. E tu sei rimasta indietro.

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Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Pupumba, ovvero le prime parole di una sorella

Li chiama pupumba, lei. O cucumba, non lo so bene. Dice pupumba, e agita le braccia. Agita le braccia, come se avesse le ali. Dice pupumba, e agita le braccia. Sono gli uccelli, i pupumba, per lei. Le aquile che volano nel cielo, i piccioni che camminano sul marciapiede, le papere che nuotano nello stagno: pupumba. E’ così che li chiama lei, pupumba. Per la mia sorella, sono pupumba.

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#lodicelamamma: capricci

#lodicelamamma: capricci

Le lacrime rotolano giù dalle guance, la bocca ripete sempre no, i pugni si agitano in aria, i piedi sbattono per terra. E le orecchie non vogliono ascoltare. La voce si rompe dicendo mille volte le parole che raccontano quel suo piccolo grande disagio, le mani allontano chiunque provi ad avvicinarsi, le gambe cercano di correre via. E le orecchie non vogliono ascoltare.

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