Cosa mi è piaciuto, questa settimana

Cosa mi è piaciuto, questa settimana

A Milano c’è stata la desainuic, questa settimana. Che vuol dire che tutti se ne sono andati in giro come se di casa non fossero usciti mai. E che tutti hanno fatto cose e visto gente come se di cose e di gente non ne avessero fatte e viste mai. E allora, ho deciso che anche io volevo fare come i grandi. E me ne sono andato pure io alla desainuic. A quella dei piccoli, però.

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Il capitano dei monelli

Io sono il capitano, il capitano dei monelli. Il capitano dei monelli di tutta Milano. Sono il più monello dei bambini di tutta Milano. Il più monello di tutti, il più monello dei monelli. E comando gli altri monelli, spiego come si fa a diventare ancora più monelli. Anzi, glielo faccio vedere, così lo capiscono meglio.

Il capitano dei monelli

Un vero monello fa sempre quello che vuole. Soprattutto, fa le cose che non si devono fare. Perché le cose che ti dicono di non fare sono quelle più divertenti. Se ti dicono di non mettere le mani in quel cassetto, è perché lì ci devono essere delle cose bellissime. E quindi bisogna guardarci dentro. Se ti dicono di non toccare una cosa, quella cosa sarà sicuramente più interessante di tutte quelle che hai toccato fino a quel momento. E quindi bisogna riuscire a prenderla.

Un vero monello fa sempre quello che vuole. Se ti dicono di non fare una cosa, tu la devi fare. Se ti dicono di non andare da una parte, tu ci devi andare. Se ti dicono di non parlare, tu devi parlare. Altrimenti non sei un vero monello.

Un vero monello fa sempre quello che vuole. Sta sveglio quando è ora di dormire, e dorme quando è ora di stare svegli. Vuole uscire quando è ora di stare in casa, e vuole stare in casa quando è ora di uscire. Vuole mangiare quando non è il momento, e quando è il momento non vuole mangiare. Mmmm, questo forse no. È sempre il momento di mangiare.

Un vero monello fa sempre quello che vuole. E lo deve far capire a tutti, che lui è un vero monello. Lo deve gridare a tutti. Nessuno deve avere dubbi, per tutti deve essere chiaro. Tutti devono essere preparati. Lo devono sapere, così non si arrabbiano.

E quando vedi che si arrabbiano, tu ridi. Funziona sempre, parola di monello.

Odore di bimbo

I bimbi hanno un odore speciale. Che riesci a riconoscere, perché nessun altro ce l’ha. Nessuno, che sia grande, potrà mai avere quell’odore di piccolo che hanno i bimbi. Ci nasci, con quell’odore, ma lui non cresce con te. No, lui ti accompagna solo per un po’, poi lascia spazio ad un altro odore. E’ come quei vestiti che ti vanno bene per un po’, ma poi diventi troppo grande, e non ci stai più. E non ci starai mai più. Ti ci affezioni, li conservi ben piegati nell’armadio, ti dici chissàmagari, ma lo sai che non li metterai più. Perché è passato il tempo, per quei vestiti.

Odore di bimbo

L’odore dei bimbi è un odore di guance morbide e cicciotte, un odore di lacrime e di baci. Un odore di un respiro calmo e di due occhi chiusi, un odore di un peluche speciale che ti tiene compagnia quando dormi e di un ciuccio che ti riesce sempre a consolare.

L’odore dei bimbi è un odore di latte e di zucchero, di biscotti e di frutta di stagione. Un odore di una pappa che ti fa diventare grande, e di quella che assaggi dal piatto degli altri perché che l’erba del vicino è sempre più verde lo si impara fin da piccoli. Un odore di biberon e di bicchieri di plastica con il becuccio.

L’odore dei bimbi è un odore di pannolini e di sapone, di gocce che fanno crescere e di gocce che aiutano a guarire. Un odore di bagnetto e di shampo che non fa bruciare gli occhi, di crema delicata e di asciugamani morbidi, di paperelle gialle che ti accompagnano in tante avventure.

Quello dei bimbi è un odore che ci ricordiamo tutti, perché di tutti ha fatto parte.

 

 

Trentenni

La mia mamma e il mio papà hanno trent’anni, anzi trentuno, perché sono nati nel millenovecentottantatre. Io invece ho solo mezzo anno: sono nato nel duemilaquattordici. Veniamo da due secoli, anzi, da due millenni diversi.
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Comunque: hanno tanti amici, ma nessuno si decide a fare un amico o una fidanzata per me. Eppure, sarebbe ora che si sbrigassero, no? Se aspettano ancora un po’ io diventerò troppo grande per giocare con i loro bimbi.
Se poi avessero un figlio, magari smetterebbero di trattarmi come un extraterrestre, che mica mi devono maneggiare come una bomba a mano. Dovrebbero sapere cosa si fa con una personcina di sei mesi.

E come sarebbe bello se potessimo fare insieme delle cose che piacciono anche ai bambini, tipo incontrarsi per una passeggiata o per bere un caffè. Un bicchiere in un locale dopo cena non è divertente, per me, soprattutto perché è inverno, fa freddo, e io dalle otto me ne dormo felice nel mio letto.

Ma questo orologio biologico non è abbastanza rumoroso? Si può fare qualche cosa?