Il dottore degli animali

Il dottore degli animali

Ah, i dottori. Quando ti servono, non ci sono mai. Quando qualcosa ti fa male, quando hai dolore da qualche parte, quando non ti senti per niente bene, i dottori non ci sono. E ci sono sempre quando non ne hai bisogno. Quando non vuoi prendere lo sciroppo cattivo, quando non hai proprio voglia di stare a letto, quando la febbre non hai proprio intenzione di fartela misurare, ecco che ce ne sono, di dottori.

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Il cane e la lavatrice

Il cane e la lavatrice

Io ho un cane, bianco, con i pallini neri. E un orecchio bianco e un orecchio nero. Io lo porto sempre all’asilo, a giocare con me e con i miei amici. Giochiamo in classe, in salone, in giardino. Qualche volta anche sul pavimento, nella terra, nell’erba. Così, quello che è successo, è che il mio cane è diventato un po’ marroncino e un po’ grigino.

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Quattro zampe e due rotelle

Si chiama Duccio, il mio amico a quattro zampe. Marrone e bianco, ha il naso che si illumina, quando lo schiacci. E fa la musica, una canzone diversa per ogni pigiata. Puoi muovergli le orecchie, facendole girare con le mani. Le zampe invece no, quelle non si muovono. Sono ferme ferme. Perché Duccio cammina con le rotelle che ha sotto la pancia. Io tiro il cordino, le rotelle girano, Duccio mi segue.

quattro zampe e due rotelle

Mi segue dove vado io. Se io vado in camera, lui viene in camera. Se io vado in salotto, lui viene in salotto. Se io vado in cucina, lui viene in cucina. Certo, qualche volta sbaglia un po’ strada, e va a sbattere contro le porte. O contro gli armadi. E allora io mi devo mettere a camminare contromano, per controllare che lui non si faccia male. Anche se poi succede che qualche volta mi faccio male io.

Io gli voglio bene, a Duccio. Sono contento che me lo hanno regalato. E voglio che anche lui sia contento, che io l’ho ricevuto. E allora gli faccio le carezze sulla testa, gli pigio il naso per farlo illuminare, lo porto a passeggio. E poi, gli preparo le cose buone da mangiare.

quattro zampe e due rotelle

Perché mangiare è importante, per tutti. Per i Filippi e per i Ducci. Mangiare cose belle e buone. Cose che le guardi e ti viene voglia di mangiarle, e le mangi e ti viene voglia di fare pure la scarpetta. Se hai le mani per farla. O di dare una leccatina al piatto, se le mani non ce le hai.

Mangiare cose che ti fanno pure bene. Che ti fanno crescere. Forte come Braccio di ferro. Che ti fanno diventare grande. Alto come una montagna. Che ti fanno diventare intelligente. Furbo come una volpe. Che ti fanno diventare bello. Affascinante come Bradpitt. Forse questo è un po’ troppo eh? Cosa dite? Si chiamano miracoli, quelli?

Se volete fare contenti i vostri Ducci, io vi consiglio Schesir: una pappa buona come se l’avessi preparata io, con le mie manine. E lui di sicuro sarà contento: guardate qui!
Buzzoole