Sempre più in alto

Io ho imparato a fare una cosa difficile, una cosa da veri bambini grandi. Ho imparato ad alzarmi da solo. Tutto da solo, mi metto dritto come un soldatino. Non mi serve che mi aiuti nessuno, faccio tutto da me. Mi serve solo qualcosa a cui appoggiarmi.

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Ma mi va bene tutto: le sbarre del mio lettino, i cuscini del divano del salotto, il bordo del letto di mamma e papà, le gambe delle sedie. E poi, i ripiani dove sono appoggiati i miei giochi, che qualcuno, qualche volta, cade; i cassetti con dentro tutti i miei vestiti, prima che finiscano sul pavimento; e quello strano oggetto che c’è nel bagno, da cui, se tiri piano piano quel pezzetto che luccica, esce persino l’acqua. A volte calda, a volte fredda, vai un po’ a capire perché.

A me piace così tanto stare in piedi, che ci starei sempre. Giocare in piedi è molto più bello che giocare seduti, volete mettere? Certo, bisogna fare attenzione a non perdere l’equilibrio, ché il pavimento è duro se ci sbatti la testa, ma anche quello fa parte del gioco, no?

Una cosa che mi piace tanto è quando io sono in piedi e la mamma si avvicina a me e si fa piccola piccola, così piccola che diventiamo alti uguali. Poi mi guarda negli occhi e mi da un bacetto sulla fronte. E io finalmente riesco a tirarle i capelli! Mi serve per restare in piedi, eh!

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