Rosso di rabbia

Rosso di rabbia

– Qual è il tuo colore preferito, mamma?
– A me piace molto il rosso, Filippo
– No, il rosso no, mamma!
– Come il rosso no, Filippo? Perché no?
– A me non mi piace, il rosso! A me piace il blu, mamma! E il rosso non mi piace perché è il colore della rabbia!

Rosso, colore della rabbia. Perché a chi si arrabbia, le guance diventano rosse. Ehi ti ritrovi così, rosso come un peperone, con la faccia che scotta, le mani che si stringono a pugno, e i piedi che pestano per terra. Ed eccoti lì, rosso di rabbia.

Con quella cosa che ti sale dentro, che ti fa capire solo che sei arrabbiato. E che di quella rabbia non sai proprio che cosa farci. E allora provi a cercare un modo per farla uscire, ma non sai bene cosa fare. Come fare. Perché lei è lì, e sembra che ci sia lei, e solo lei. Lì, dentro di te, tra la pancia e il petto, che ti accavalla l’ombelico e ti incastra il respiro.

E non riesci a far altro che essere arrabbiato, con quella rabbia dentro. Tu, che sei rosso di rabbia. E non riesci a vedere, e non riesci a sentire. Ad ascoltare, poi, quello non riesci proprio a farlo. Per quello te ne stai lì, con quella voce in gola che ti esce senza che tu nemmeno te ne accorga. E che ti fa dire cose che di senso ne hanno poco.

Hai solo bisogno che tutta quella rabbia se ne vada via, piano piano. Facendoti ritornare rosa quelle guance infiammate. Facendoti tornare a vedere, e ad ascoltare. Quello che gli altri ti dicono, o quello che cercano di dirti. Che poi, magari, potrebbe pure essere qualcosa che riuscirebbe ad aiutarti, a far andare via quella rabbia. Ma tant’è, poco si può fare, se non aspettare. Che quella rabbia passi, e se na vada via.

 

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