Quel buio che mi fa tanta paura

Quel buio che mi fa tanta paura

Buio è quando guardo, e non vedo. Quando cerco di guardare, e non riesco a vedere. Perché se lui c’è, altro non ci può essere. Quando c’è buio, tutto quello che c’è è lui, il buio. Insieme a tutto quello che lui nasconde. Insieme a tutto quello che non posso vedere, anche se lo vorrei guardare.

Perché il buio nasconde. E di una cosa nascosta, tu non puoi sapere. Cosa è, dove è. Cosa fa, dove va. E se non so, non mi piace. Non mi piace perché vorrei sapere, invece. Ma se è buio, io non posso sapere. E allora non lo voglio, il buio. Non lo voglio perché mi fa paura.

E dove c’è buio, io non vado. Da solo, non vado. Quando vedo che è buio, voglio sentire il calore di una mano, che mi accompagna. Voglio sentire il suono di una voce, che mi sta vicino. Voglio che ci sia qualcuno, con me, in quel buio che non mi fa vedere quello che io vorrei tanto guardare.

E dove c’è buio, io non voglio nemmeno stare. Perché io voglio poter vedere, tutto quello che quel buio nasconde. Voglio sapere che cosa c’è, intorno. Perché se so, non devo preoccuparmi di voler sapere. So, e basta. So, e posso pensare ad altro, che non sia voler sapere. O dover, sapere.

Perché il buio mi fa sentire, tutto quello che io non riesco a vedere. Rumori, che non so riconoscere; suoni, che non so comprendere. Perché vengono da lì, da quel buio che mi fa tanta paura. So da dove vengono, ma non so che cosa sono. Perché non li posso vedere. Non li posso vedere, anche se li vorrei tanto guardare.

Per poter scoprire che non sono niente. Proprio niente. Proprio proprio niente, di cui avere paura.

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