Quando mi vesto la mattina


Dicono che lo si debba fare. Che non si possa non farlo. Che non ci siano modi per evitarlo. E allora lo faccio. Anche se non capisco perché non si possa uscire con il pigiama. Ne ho di così carini, io, che è proprio un peccato usarli solo per dormire. Ma niente, non si convincono. Bisogna proprio vestirsi. E non una volta, eh. No, no. Tutte le mattine.

Prima ti svesti, poi ti vesti. Prima togli il pigiama, poi metti i vestiti. Apri i bottoni, sfila la testa, togli la manica, infila la manica, chiudi i bottoni, fai passare la testa. E poi, piega la gamba, allunga il piede, metti il calzino, infila la gamba, chiudi i bottoni. Oh i bottoni non si chiudono, allarga i pantaloni. Che noia.

Io cerco di fare qualsiasi cosa, per non vestirmi. Scappo: comincio a correre, cercando di non farmi prendere; mi metto negli angolini, e mi faccio piccolo piccolo; mi nascondo, nei posti più nascosti. Evado: mi alzo, mi giro, mi rigiro, vado avanti, torno indietro, mi rotolo, mi metto sdraiato, mi metto seduto, mi metto in piedi; cammino, faccio i salti, faccio le piroette. Bacio: che ci posso fare, se mi viene voglia di dare tanti baci alla mia mamma? Di abbracciarla stretta stretta, di farle le carezze sulla faccia?

Leggo: prendo il libro del PesciolinoFilippo, lo apro, lo tengo ben stretto con due mani, e inizio a girare la pagine; avanti e indietro, indietro e avanti; e poi ancora avanti e indietro, indietro e avanti. Esploro: devo guardare cosa c’è nel letto, se il pigiama è piegato bene, se il quadro sul muro è dritto, se ci sono delle cose da mettere nella cesta dei panni da lavare, se il mio ciuccio è per caso caduto per terra.

Però non funzionano, tutte queste cose. Perché alla fine ci riescono, a mettermi pannolino, calze, pantaloni, maglietta e maglione. Ce la fanno, si. Però mancano sempre scarpe, giacca, cappello e sciarpa, eh!

2 pensieri su “Quando mi vesto la mattina

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