Perché lei è la mia sorella

Perché lei è la mia sorella

Io l’ho visto, che la guardava. Io l’ho visto, che si avvicinava. E l’ho visto pure che le sorrideva. Alla mia sorella, sorrideva. E io l’ho visto. Oh si, eccome, se l’ho visto. Anche se lui non lo sa, che io l’ho visto. Anzi, non lo sapeva, che lo vedevo. Perché poi si, certo, che l’ha saputo.

Io giocavo con la cucina. Cucinavo la pasta con il sugo. Lei giocava con un mattoncino rosso. E lui, lui la guardava, con un mattoncino blu in mano. Poi, si è avvicinato, e le ha dato il mattoncino. Lei lo ha preso, e gli ha sorriso. E anche lui, le ha sorriso. Poi, se n’è andato. E io ho continuato a girare il sugo.

Io lavavo la pentola, e lei giocava con una locomotiva. E lui, lui la guardava, con un piccolo vagone giallo in mano. Poi le è andato vicino, e ha posato il vagone lì, vicino ai suoi piedi. Lei lo ha preso, e gli ha fatto un grande sorriso. Poi, se n’è andata, con il suo vagone in mano. E io ho continuato a lavare la pentola.

Io cercavo di tagliare una fragola, e lei se ne stava seduta, guardandosi intorno. E lui si è avvicinato, e si è seduto vicino a lei. Poi le ha preso una mano, e le ha fatto una carezza, prima su una guancia, e poi sull’altra. Lei lo ha guardato, e gli ha sorriso.

E allora io ho posato la mia fragola sul lavandino, e sono andato a sedermi di fianco a lei. Le ho preso la testa fra le mani, e le ho dato un grosso bacio, su una guancia. Poi, gliene ho dato un altro, sull’altra guancia. Due grossi baci rumorosi. Perché lei è la mia sorella.

 

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