Mutande a righe

Mutande a righe

Azzurre e bianche, una riga azzurra e una bianca. Un elastico blu, sulla pancia. Si infila un piede in un buco, l’altro piede nell’altro buco. Si tira su, fino ad arrivare alla vita. Ed eccomi lì, con il sedere a righe. In mutande.

Le mie belle mutande a righe. Bianche e blu, e bianche e azzurre. Mi ci sento così bello, con quelle mutande. Un vero ometto. Proprio come il mio papà, pure io con le mie belle mutande. Che mi guardo e mi riguardo, stupito. Ché sono così comode, che mi sembra quasi che non ci siano. Ché sono così leggere, che mi sembra quasi di non averle.

Certo, mi sento un po’ umido, qualche volta. Per quel rivolino che ogni tanto scende giù lungo le gambe, fino ai piedi, a formare un piccolo laghetto. Quando mi dimentico che è ora di andare in bagno, a fare la pipì. O quando ci metto troppo ad arrivarci, in bagno, a tirare giù le mie mutande a righe e e salire fino a lassù, su quella strana sedia.

Perché ecco, c’è solo una cosa che non mi piace, delle mie mutande. Che si, belle sono belle. Però insomma, che noia, qualche volta, andare a fare la pipì. Non esistono delle mutande che vanno loro, a farla?

2 pensieri su “Mutande a righe

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