Mondi sommersi

Che le palle rotolano già lo sapevo. Basta che le tocchi e quelle se ne vanno in giro dappertutto. Una piccola spinta e arrivano lontano. E soprattutto, mica vanno dove tu vuoi che vanno. No no, finiscono sempre nei posti più strani. Quelli in cui tu non riesci più a riprenderle. Come sotto il letto, per esempio.

Mondi sommersi

Mi ero accorto che sotto il mio letto era finito uno dei miei giochi. Era un piccolo ippopotamo azzurro, per essere precisi. Si vedeva una gamba che spuntava, la pancia era nascosta. Allora mi sono avvicinato veloce veloce al letto per prenderlo. Ho allungato la mano ma niente. L’ho toccato con le dite, ma non sono riuscito a prenderlo. Allora ci ho riprovato, ma niente anche questa volta. Anzi, sono riuscito a toccarlo con uno solo, di dito. Se ne era andato più lontano, quell’antipatico. Il problema però era che era finito sotto il letto, e io non riuscivo mica ad arrivarci, laggiù. Allora mi sono messo a studiare la situazione.

Mi sono sistemato vicino al letto. Ho allungato le braccia in avanti, e ho messo la faccia vicino al pavimento, cercando di guardare avanti, e ho tirato su il sedere. Se tiri su il sedere scende la pancia, lo sapevate vero? E così riuscivo a vedere bene, che cosa c’era sotto il letto. E ci ho scoperto un mare di cose. Un palla, una locomotiva, un albero, un nastro. E anche un po’ di sporco, sai mamma?

Comunque, ero in posizione. Lo sapevo, che il difficile arrivava in quel momento. Perché non è mica facile ficcarsi sotto un letto, eh. Se ti avvicini troppo sbatti la testa, se non ti avvicini abbastanza non riesci a prendere nulla. Ho fatto un po’ di prove, ma niente. Non arrivavo a prendere proprio nulla. Anzi, la palla era finita nell’angolo, quello più lontano che c’era.

A quel punto, finalmente, la mia mamma ha deciso di smettere di ridere e di aiutarmi. Si è messa in posizione, testa giù e sedere su, e ha allungato le braccia. È riuscita a prendere tutto. A parte l’albero. Ma, alla fine, abbiamo deciso che per il momento di alberi ne abbiamo tanti. E non ci serve proprio quello.

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