Mi fai una coccola, mamma? Un coccolina, mamma

Mi fai una coccola, mamma? Un coccolina piccola, mamma

Mi fai una coccola, mamma? Una piccola coccolina, mamma? Io e te, tu ed io. Tu ti siedi sulla sedie, io mi arrampico sulle tue gambe, metto la mia pancia contro la tua pancia e ti abbraccio stretto stretto, incastrandomi tra la tua spalla e la tua guancia, mamma. E tu, tu mi fai una coccola, mamma. Va bene, mamma?

Mi piace starmene così, con te. Con il mio orecchio sul tuo cuore, cercando di capire se anche il tuo fa il rumore del treno, così come tu dici che fa il mio. Tutum, tutum, tutum. Io non lo sento mai, il rumore del tuo cuore, e non capisco perché. Allora ascolto il rumore del tuo respiro, dell’aria che entra e dell’aria che esce, e sento la tua pancia che, contro la mia pancia, se ne va prima su, e poi giù. Su e giù, su e giù, pancia contro pancia.

Poi metto la mia testa sulla tua spalla, sempre la stessa, quella dove c’è il cuore. E la mia guancia è contro la tua guancia, e contro il tuo mento. Che mi punge, sui capelli. E io allora lo spingo via, lontano, ma lui non se ne va mai via, perché ci sei attaccata tu, così mi dici. Io lo spingo, ma lui se ne sta lì, puntuto.

E poi tu mi abbracci, stretto stretto. Con le tue braccia intorno alle mie spalle, e intorno alle mia pancia. Con le tue mani sui miei capelli, accarezzandoli, e sulle mie guance, accarezzandole. E poi sulla mia pancia, pizzicandola, e sul mio sedere, pizzicandolo. E infine sotto i miei piedi, facendo il solletico.

E allora io rido, rido, rido. E tu ridi, ridi, ridi. E ridiamo insieme, io e te, tu ed io, stretti in un abbraccio stretto stretto. Mentre ci facciamo una piccola coccola.

 

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