Mamma!

Ciao mamma,

Oggi ci siamo salutati. Mi hanno detto di salutarti, che andavi al bar a bere un caffè. Io ti ho fatto ciao con la mano. Una volta. Poi un’altra. E poi un’altra ancora. Poi mi sono preso il mio ciuccio, e gli ho dato una bella ciucciata. Aiuta sempre il ciuccio, nei momenti in po’ difficili. E intanto anche tu mi facevi ciao con la mano, e anche con la voce. E prendevi le tue cose: la borsa e la giacca.

Mamma!

Poi ti ho accompagnato alla porta con la maestra Francesca. Il corridoio, e poi la porta. Hai aperto, e poi mi hai fatto ciao. E io ho capito che stavi andando via, per davvero. E io rimanevo lì. Allora mi è venuto un attimo di tristezza. E mi è scesa anche una lacrima, forse due. O tre.

Poi però sono andato nella mia classe, con i miei amici e le mie maestre. E ho pensato che i biscotti alle lacrime non sono mica tanto buoni, perché i biscotti dolci e le lacrime salate non stanno mica tanto bene insieme. E allora ho deciso di smettere di piangere, e di mangiarmi il mio biscotto. E già che c’ero, pure un altro, e un altro.

E poi mi sono accorto che il mio amico Filippo stava giocando da solo con lo stereo, e che aveva bisogno di compagnia. Allora sono andato anche io a schiacciare tutti i bottoni. E invece dei coccodrilli e dell’orango, sono arrivate le banane e i lamponi. E ancora non si è capito come abbiamo fatto, a mettere la radio. È che noi Filippi siamo bravi, non lo sapevi, mamma?

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