Lunghi corridoi e lunghe attese

Lunghi corridoi e lunghe attese

Minuti che scorrono lenti in giornate che trascorrono tra porte che si aprono e voci sconosciute che parlano lingue difficili. Ore che trascorrono interminabili su orologi che sembrano non riuscire a girare. Sapori di medicine amare e di sciroppi dolciastri, odore di un pulito che ti riempie il naso e la gola.

Piccole finestre che lasciano entrare il rumore del mondo, corridoi infiniti abitati da mamme e papà che passeggiano seguendo passi compiuti mille volte. Stanza chiuse a chiave che nascondono ciò che non si può vedere, o toccare. L’odore del caffè nella piccola cucina degli infermieri che si mischia con quello delle minestre che i bambini rifiutano con un solo sguardo.

Ascensori che salgono e scendono lenti tra reparti e sale operatorie, pieni di letti con bambini che partono con le loro piccole mani strette in grandi mani piene di preoccupazione e tornano avvolti del più profondo dei sonni. Mentre chi li aspetta altro non può fare che aspettare in un’attesa che mai sarà così lunga.

Si mischiano vite, storie, timori e speranze, lacrime e sorrisi in quei lunghi corridoi sempre uguali, che saprebbero raccontare le storie più belle e più brutte fra quelle che mai siano state scritte. E che hanno anche la fortuna di vedere apparire coloro che faranno parte della loro storia solo per qualche piccolo momento, con la leggerezza di chi ha solo un paio di tonsille di troppo. E sa quanto sia fortunato, per quelle due tonsille.

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