#lodiceSofia: una vita di primi passi

#lodiceSofia: una vita di primi passi

Sono seduta, con le gambe piegate e i piedi che si toccano. Appoggio le mani sul pavimento, una di qua e una di là. Avvicino la faccia ai piedi, che si aprono un pochino. Poi, le gambe si richiudono, e spariscono sotto il sedere.

Ed eccomi, appoggiata sulle mani, e sulle ginocchia. Sposto una mano in avanti, e anche l’altra. E si muovono anche le gambe, seguendo le braccia. Vado avanti, poi indietro, mi giro da un lato, e dall’altro. Fino a quando non incontro qualcosa che non mi lascia andare ancora.

Alzo la testa, guardo che cosa è. Ci appoggio sopra una mano, e poi l’altra. Ora sono come seduta, con i piedi sotto il sedere. Lo tirò su, e faccio scivolare via una gamba. La piego, fino a quando non sento il freddo del pavimento sotto il piede. Ora sono in equilibrio: con le mani, e con un piede.

Sposto il sedere di lato, come per raggiungere quella gamba scappata via. L’altro piede si libera del mio peso. Tiro forte con le braccia, ed appoggio anche l’altro piede. Due piedi per terra, due gambette che non sanno bene cosa fare, un sedere che corre di qua e di là. Una panciotta tonda che se ne va in giro, e le braccia che sanno di doversene stare lì, per tenere le mani ben attaccate. Una testa che gira per guardarsi intorno, e un sorriso grande grande che si apre fra due guanciotte tonde.

Ora devo solo spostare i piedi, per metterli uno vicino all’altro. Ora se ne stanno così, uno da una parte, e uno dall’altra. Guardo giù, e li vedo, lontani. Ne muovo uno, un pochino. Poi muovo l’altro, un po’ di più. Due piccoli primi passi. I miei piccoli, primi passi.

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