#lodiceSofia: ruspe e betoniere

#lodiceSofia: ruspe e betoniere

La vedete, la vedete la foto, vero? Un bambino, un passeggino e una ruspa, li vedete? Ecco, io sono il passeggino. Perché è lì, che me ne sono stata, seduta, tutto il tempo in cui il mio fratello è rimasto a guardare le ruspe. E i camion, e le schiacciasassi. E i buchi e gli scavi.

In una triste giornata grigia, in una fredda mattina, io me ne sono dovuta stare lì, nel mio passeggino, a guardare le ruspe. Che andavano avanti e indietro, che si muovevano su e giù, che spostavano le cose da un posto ad un altro. Me ne sono restata lì, ad ascoltare discorsi di buchi e tubi, di martelli e picconi. Non mi sono potuta spostare, annusando odori e puzze.

E io me ne sono stata lì, guardando il mio fratello che osservava le cose che succedevano come se fossero le cose più belle che erano mai successe. Ascoltando il mio fratello che diceva ohhhh, bellobellobello! guardapuspagrande,mamma! E pensando che io proprio non lo capivo, che cosa ci trovava di interessante, lui, in quelle ruspe colorate.

E allora ho cominciato a parlare pure io, dicendo ahahahahahaha, che voleva dire che me ne volevo andare. Perché ero stufa di guardare lavori, ascoltare rumori e respirare puzze. Lui ha detto duepupiti,mamma!Ancoaduepuputi,dai, ché proprio non se ne voleva andare via, da lì.

Ma io lo sapevo che la mamma lo sapeva, come avremmo potuto portarlo via da lì. Dovevo solo aspettare. E infatti andiamoamangiarelattetorta,Filippo? Ed ecco che ha detto si,voiolattetorta,io!, ha detto lui. Perchè le ruspe sono belle, ma le torte sono meglio!

 

 

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