#lodiceSofia: morbidezza

#lodiceSofia: morbidezza

Lo so, che mi guardano tutti. E lo so, che me le guardano tutti. E qualcuno me le tocca, pure. Mi ci dà i pizzicotti. Per sentire come sono. Per capire se sono morbide, così morbide come sembrano.

E lo sono, morbide. Sono morbide, le mie cosciotte. Tonde, con i rotolini tondi. Tanti rotolini. Dal piede fino al pannolino, e dal sedere fino alla caviglia. Uno sopra l’altro. Prima piccoli e poi grandi. Sempre più tanti. Sempre più morbidi. Così morbidi che non resistono. E li guardano. E li toccano. E mi dicono che così morbidi pensavano non esistessero, i rotolini.

Poi, mi sorridono, quando si accorgono che i rotolini sono abbronzati. E che sono fatti a striscioline, chiare e scure. Un po’ chiare, e un po’ scure. Una chiara e una scura, una scura e una chiara. Quelle scure scure lo sono diventate con il sole, ché se ora sono marroncine, prima erano rosa. E poi saranno marroni. E il rosa sembrerà sempre più rosa, e i tondini sempre più tondi. E magari le cosciotte sembreranno più morbide, anche.

Sembreranno morbide, e magari lo saranno pure. MA lo saranno solo fino a quando più che lunga sarò alta, e allora sì che sarò io a ridere, di tutte le cosciotte tonde che vedrò in giro!

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