#lodiceSofia: i miei primi passi

#lodiceSofia: i miei primi passi

Due mani e due ginocchia, vicine, sul pavimento. Che diventano due piccoli piedi cicciotti su due gambe traballanti e due mani. Che si avvicinano, si avvicinano, si avvicinano, fino a quando delle mani non c’è più bisogno. E diventano solo due piedi, e  un corpo corto su due ginocchia piegate, e un sedere che sfiora il pavimento. Poi, quelle gambette corte si raddrizzano, piano piano. Ed eccomi, in piedi. Io, in piedi, da sola. Con un grande sorriso.

Sono in piedi, io, sola. Mi tremano le gambe, mi ondeggia la pancia. Quando finalmente trovo l’equilibrio, ecco che ci provo. Un piede, poi l’altro. Uno davanti all’altro. Una volta, e ancora una. Per camminare io, sola. I miei primi passi

Senza mani, solo con i piedi. I miei, piedi. Che se ne vanno in giro veloci veloci, o veloci tanto quanto le mie gambe corte li fanno essere. Un passo dopo l’altro, e me ne vado dove voglio. Di qua, e di là. Avanti, e indietro. Dritta, e in curva. Sbandando, qualche volta. E ogni tanto perdendo l’equilibrio.

Piccoli passi, i miei. Piccoli primi passi. Felici ed orgogliosi. Sorridenti e soddisfatti. Mi fanno andare dove voglio, quando voglio. Io, che vado dove voglio. E anche dove non devo. Soprattutto, dove non devo. Dove non ero stata mai, prima, quando altre mani nelle mie mi aiutavano a stare in equilibrio.

Ora, sono sola. Io, e i miei piedi. Che esploriamo quel piccolo mondo che i miei occhi ora riescono a raggiungere. Lassù, sulla testa, in cima al collo, sopra la pancia, sulle gambe che si appoggiano sui piedi. In alto che così alto non ci ero mai arrivata, a vedere. A guardare, a scoprire.

E me ne vado, io, sola, a scoprire il mondo. I primi passi di un milioni di nuovi passi.

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