#lodiceSofia: insostenibile leggerezza

#lodiceSofia: insostenibile leggerezza

Me la ricordo, quella sensazione. Me la ricordo bene. Come se fosse ieri. E mi ricordo che mi piaceva. Mi piaceva perché mi faceva sentire bene. Protetta, così mi sentivo. E poi, leggera. Ed era bello.

Era bello, ed è bello. Allungare le gambe sotto l’acqua che scende. Sentire il calore sulla pancia. Aprire e chiudere la mani. Girare la testa di qua e di là. Sentirsi leggeri. Leggeri leggerissimi.
Riuscire a fare tutto quello che si vuole fare. Così, semplicemente. Galleggiando. Un po’ sopra l’acqua, un po’ sotto. Tirando su una gamba, e poi giù un braccio. Bagnando le orecchie, e anche gli occhi.

Ecco perché ora mi piace fare il bagno. Il rumore dell’acqua che riempie la vasca, il calore che mi scalda i piedi. Il profumo del sapone che fa tante bolle. E poi, il rumore dei piedi nell’acqua, il calore delle mani che mi aiutano a tenere su la testa, il profumo dell’asciugamano che mi abbraccia quando esco.

Anche se io, dall’acqua, non ci vorrei uscire mai.

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