#lodiceSofia: quando un fratello accende la luce

#lodiceSofia: quando un fratello accende la luce

E’ bello, dormire. Nel mio letto, abbracciata al mio orso morbido. Con la coperta calda che mi copre la pancia e le spalle. Al buio. Con il buio, nel buio. Senza luci, lucine e lucette. Al buio, si. fino a quando non si accende la luce.

O meglio, fino a quando il mio fratello non accende la luce. Un attimo prima è buio, un attimo dopo c’è la luce. Luce, luce dappertutto. Così tanta luce che io la vedo anche con gli occhi chiusi.
– Palla dorme, mamma! dice il mio fratello, in piedi di fianco al mio lettino. Tirandomi la coperta, oppure strappandomi l’orso. O toccandomi i piedi, il sedere, la spalla, oppure la testa.

– Dormi, Palla? mi chiede il mio fratello. Tirandomi i capelli. Togliendomi il ciuccio.
– Palla, sei sveglia? mi dice, avvicinando la sua bocca al mio orecchio. E se poi proprio non rispondo, allora corre fuori dalla stanza, spinge con il dito sull’interruttore, e accende la luce.

E allora c’è luce, luce dappertutto. E io non posso fare altro che aprire i miei occhietti. Prima uno, poi l’altro, piano piano.
– Palla sveglia, mamma! Guarda papà, è sveglia! dice felice il mio fratello, mentre io ancora cerco di vedere. In tutta quella luce. E allora nascondo la faccia tra le mani, e mi copro gli occhi. Poi, li apro piano piano, un pezzettino dopo l’altro. Ed eccolo lì, il mio fratello che mi guarda, e mi sorride.

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