#lodiceSofia: dolore

#lodiceSofia: dolore

Lo vedo, quando arriva. Vedo le dita dei piedi che si aprono. Vedo le gambe che si allungano, dritte dritte, come se volessero arrivare lontano. Vedo la pancia che diventa dura, come se fosse fatta di cemento. Vedo i pugni che si chiudono, e le dita diventare rosse. E poi non lo vedo, ma è come se lo vedessi: la fronte che si riempie di rughe, gli occhi che si stringono, la punta del naso che va su e giù, gli angoli della bocca che tremano.

Lo sento, quando arriva. Lo sento io, e lo sentono gli altri. Perché quando diventa forte, non posso fare altro che farlo sentire a tutti, il mio dolore. E allora piango, piango forte. Con le lacrime che scendono giù dalle guanciotte tonde e la bocca spalancata. Quella piccola bocca senza denti che riesce a far uscire quelle urla. Che non ci pensi proprio, che un rumore così grande possa uscire da una bocca così piccola. Eppure. È quel dolore così forte che mi fa piangere così forte. Così forte che magari riesco a farne andare via un po’.

E poi, così come è arrivato, il dolore se ne va. Spariscono le rughe sulla fronte, si avvicinano le labbra, si aprono i pugni, si rilassa la pancia. E io posso finalmente chiudere gli occhi.

 

6 pensieri su “#lodiceSofia: dolore

  1. mattinascente says:

    “Vorrei dirlo alla mamma che, provi a bere tanta tisana al finocchio, così, tramite il suo latte, io posso avere un po’ di pace per la mia pancia”. Sarà un caso, ma con la mia seconda ha funzionato!!! Un caro saluto.

  2. Mummyinprogress says:

    Amore!!! Posso dirti che qui è andato avanti per un paio di mesi, il più delle volte non ha nulla a che vedere con le coliche ma è una richiesta di contatto. Le gocce e tutto il resto sono dei palliativi. Noi le tenevamo al caldo il pancino, glielo massaggiavamo, stretta in braccio alla mamma o al papà. Quando sarà passato non vi sembrerà vero! Un abbraccio!

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