#lodicelamamma: il tempo che è passato

#lodicelamamma: il tempo che è passato
Li guardavo, domenica. Seduti intorno a quel piccolo tavolo di piattini colorati e bicchieri di plastica, con pezzetti di formaggio e patatine sbriciolate. E li ascoltavo chiacchierare, raccontarsi buffi fatti pieni di parole inventate e di braccia che si agitavano. Li osservavo mentre si versavano l’acqua e si passavano il pane, o cercavano di tagliare una fettina di prosciutto con una piccola forchetta rosa. Li ascoltavo ridere, ridere felici .

Dodici anni in quattro: lui il più grande, lei la più piccola; e gli altri, in mezzo. Mangiavano gnocchi con il ragù, pungendoli con la forchetta e infilandoli in bocca, pulendosi le macchie che sono arrivate a colorare le magliette. Bevevano acqua, asciugando con il tovagliolo i bicchieri che si sono rovesciati sgocciolando sul pavimento. Parlavano, commentando il pranzo.

E io li guardavo. Così piccoli, eppure così grandi. Mangiavano e chiacchieravano, così come stavamo facendo noi. E ho pensato a quando li allattavo, e cercavo di tagliare la carne con una mano sola. E mi sono ricordata di quando li svezzavo, e mi dovevo portare brodo e farine per preparare loro da mangiare. E mi è venuto in mente quando li dovevo imboccare, una cucchiaiata a loro e una forchettata a me, in bilico sulla punta di una sedia.

E poi, li ho guardati. Seduti a tavola, che mangiavano, chiacchierando con gli amici. Li ho guardati, mentre ero seduta a tavola, e chiacchieravo con gli altri genitori. Pensando a quello che è cambiato, e al tempo che ci è voluto, perché tutto cambiasse. Mi sono ricordata di quando pensavo a quanto sarebbe stato tutto più facile, quando avessero cominciato a mangiare da soli.   Loro, e io.

E poi, ecco che, una domenica mattina di pioggia, te li ritrovi lì, seduti al loro tavolino, che mangiano, loro, soli. E tu, li puoi guardare, mentre mangi, anche tu. Pensando a quel poco tempo che è passato, e a tutte le cose che sono cambiate, in quel poco tempo.

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