#lodicelamamma: quello che eri certa saresti stata

#lodicelamamma: quello che eri certa saresti stata

Ammettilo, devi ammetterlo. Perché lo so, che è così. Non potrebbe essere diversamente. Non lo è per nessuna, diverso. E’ così, per tutte è così. E’ un momento che arriva per tutte. Per qualcuna prima, per qualcuna poi, ma arriva. Oh, se arriva. E non puoi non accorgertene, quando arriva.

Eri sicura che. Avevi giurato che. Non avevi dubbi che. Eh già, questo prima. Questa, era la teoria. Poi, è arrivata la pratica. E quello che avevi detto, tutto quello che avevi detto, beh, resta quello che hai detto. Perché, poi, c’è quello che hai fatto. E quello che avresti voluto fare. Che è proprio proprio quello che avevi sempre detto che non avresti mai fatto. Questo, prima.

Si dice che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare. Mentre fra il parlare e lo sperare che qualcuno ascolti, forse non basta un oceano, in mezzo. C’è la teoria, da una parte; e c’è la pratica, dall’altra. C’è l’idea, e poi c’è la realtà; c’è il volere, e c’è il potere. C’è il si dovrebbe, e c’è il si fa come si può. Sperando che quel si può non sia troppo vicino al come non si dovrebbe.

C’è il prima, e il poi, insomma. C’è la madre che crediamo fermamente che saremo, prima, e la madre che siamo, poi. In equilibrio fra necessità e virtù, fra dovere e potere. Fra meravigliosa utopia e concreta realtà. Fra teorie educative che sui libri funzionano perfettamente e pratiche capricciose che distruggono ogni ferrea convinzione.

Quello che eravamo certe saremmo state, e quello che ci troviamo a cercare di essere. Con uno scollamento fra aspettativa e realtà che mai avremmo pensato ci sarebbe stato. O mai avremmo immaginato che sarebbe stato così, proprio così come è. Ma c’è, e non ci possiamo fare nulla, proprio nulla. Anzi, solo una cosa, pensare solo una cosa: che forse, forse è meglio così. Anzi, che è molto meglio così.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *