#lodicelamamma: perché non mi è piaciuto allattare

#lodicelamamma: perché non mi è piaciuto allattare

Ecco, l’ho detto. Perché pensarlo, l’ho sempre pensato. Ora lo dico: non mi è mai piaciuto, allattare. Non mi è piaciuto allattare Filippo, e non mi è piaciuto allattare Sofia. L’ho fatto, per entrambi, perché pensavo che fosse giusto, per loro. Per me, che fosse doveroso.

Lo dico, ora, che quello che voglia dire allattare un figlio è per me solo un ricordo. E lo dico, ora, pensando a quanto siano stati faticosi, per me, i mesi in cui ho allattato. Ora che guardo le madri che allattano e penso, arrogandomi un diritto che non mi spetta, a quello che allattare ha voluto dire per me. A come mi sia sentita io, quando allattavo. Perché è inutile che io cerchi di nasconderlo, come mi sono sentita. Come mi sono sentita quando allattare era doloroso, e non riuscivo a capire quale fosse il motivo, e la soluzione. Quando era faticoso, e mi faceva sentire che dovevo essere sempre lì, disponibile. Quando era totalizzante, perché mi sembrava che quello fosse l’unico modo che avevo per prendermi cura di mio figlio. E anche quando mi pareva di essere ingiusta, perché concentravo tutte le mie attenzioni su un figlio quando io, di figli, ne avevo due.

Lo dico, perché mi è mancato sentire qualcuno che lo dicesse, in un mondo in cui allattare sembra essere il più grande gesto d’amore che una madre possa fare nei confronti di un figlio. Un doveroso atto d’amore per mantenere un legame viscerale con quella minuscola creatura che da quel latte dipende. Ed è così. Lo è stato anche per me, così. Ma non è stato solo questo, anzi.

E’ stato altro, molto altro. E mi piacerebbe sapere se anche per altre madri sia stato così, come è stato per me. Anzi, mi sarebbe piaciuto. Quando mi sono trovata con quel piccolo esserino tra le braccia, e mi sono accorta che no, per me non era come mi avevano detto che sarebbe stato. Per me non era quel momento meraviglioso che mi avevano descritto. Per me non rappresentava l’amore più puro che una madre può dimostrare nei confronti di un figlio. No, per me non era quello. O almeno, era anche altro.

9 pensieri su “#lodicelamamma: perché non mi è piaciuto allattare

  1. Hermione says:

    Come dici tu, allattare è il più grande gesto d’amore che si possa fare per un figlio, perché comporta annullarsi per quel bambino, mettere le sue esigenze sempre prima di tutto. Prima di se stessi.
    Per quanto riguarda la mia esperienza, ho il rimpianto di non aver potuto allattare il mio primo figlio nato prematuro e rimasto in Utin per due mesi. Era troppo piccolo per succhiare e allora dovevo tirarmi il latte, esperienza tutt’altro che piacevole. Ho invece allattato mia figlia, anche se non avendo latte a sufficienza dovevo integrare con quello artificiale. La notte però, ricorrevo solo all’allattamento al seno, e devo dire che era molto più pratico del biberon. Appena si svegliava non dovevo correre in cucina e sbrigarmi a preparare il latte: bastava metterla nel letto con me. Lei succhiava, io mi addormentavo, lei pure e ci risvegliavamo così al mattino. E non so se sia per questo, ma mia figlia ha avuto da sempre un rapporto più sereno e autonomo col sonno rispetto a mio figlio, al punto che già a tre anni, se aveva sonno, era capace di andare a letto da sola.

    • mammachestorie says:

      Tu dici, Hermione, che allattare è un gesto d’amore perché vuole dire annullarsi per il proprio figlio. Ma è davvero giusto smettere di essere sè stessi per soddisfare le esigenze di un’altra persona? È questo che vuole dire essere madre?

      • Hermione says:

        No, non dico sia giusto, però talvolta, purtroppo, è necessario. E non parlo solo dell’allattamento. Ci sono tanti momenti in cui una madre si sente annientata dalle esigenze dei propri figli. I miei vanno a scuola adesso, eppure è una sensazione che tuttora mi capita di provare, sebbene con minor frequenza rispetto a quando erano neonati, e non è che mi renda felice.
        Io credo che ognuno faccia quel che può, e, come ha scritto Paola, ai bambini alla fine importa di essere amati.

  2. Paola says:

    Posso riscrivere la storia di Hermione: non ho potuto allattare il primo figlio, l’ho fatto per lunghi mesi con il secondo, e per me è stata un’esperienza bellissima, rilassante, coinvolgente. Tenevo vicino il fratellino più grande e cercavo di coinvolgerlo e spiegargli cosa stavo facendo. E’ doveroso aggiungere che, in quel momento della mia vita, io non avevo alternative a me stessa, anche il biberon sarebbe dipeso da me. Questo ha fatto sì che non soffrissi il dovermi sentire a disposizione. Mi dispiace per chi non ha vissuto bene questa esperienza, ma non siamo tutti uguali, e i bambini crescono bene comunque, se amati (i miei ormai sono adulti)

    • mammachestorie says:

      Ed è proprio questo, Paola: tu hai fatto quello che era giusto, per te e per tuo figlio. Ma anche quello che ha fatto stare bene te, come donna e come madre: non avresti potuto fare cosa migliore.

  3. ribni1980 says:

    Allattare é semplicemente naturale, ovvero quello che la nostra natura di mammiferi prevede. Se riesce: bene; se non riesce: pazienza…e l’amore di mamma, tutto, comunque.

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