#lodicelamamma: le tate della domenica

#lodicelamamma: le tate della domenica

Una domenica mattina piena di sole. Un grande parco nel centro di Milano. I bar con i tavoli all’aperto. Biciclette e monopattini. Coriandoli e bolle di sapone. Altalene e scivoli. Bambini che giocano e corrono. Papà che giocano a palla e mamme che spingono i passeggini. E poi, le tate. Le tate della domenica.

Bambini biondi con gli occhi azzurri e donne con i capelli neri e la pelle scura. Spiccati accenti milanesi che si mischiano con italiani incerti. Piccole giacche che costano tanto quanto un guardaroba. Eccole, le tate delle domenica, quelle che accompagnano i bambini al parco in un bel fine settimana di sole.

Oh certo, che cosa nascondano, quelle facciate, non lo so. Ci può essere qualsiasi storia, dietro quella fotografia. Ci può essere qualsiasi plausibile motivazione. Però ecco, se è vero che l’apparenza inganna, ci sono pure delle volte in cui magari non si sbaglia.

E’ un’apparenza che ci racconta di bambini che vanno al parco con la tata, la domenica mattina. E’ una fotografia che ci mostra bambini che giocano con la tata, la domenica mattina. E’ un’istantanea che parla di genitori che non ci sono. Che parla di genitori che sono altrove.

E no, non ce n’era una, di tata. Ce n’erano tante, in quella domenica di sole. Tante tate con i capelli neri che giocavano con bambini con gli occhi azzurri. E se pure c’era una mamma con la febbre, e un papà che doveva lavorare, ce n’erano altri, di genitori, che di essere altrove, e non con i propri figli, lo avevano deciso.

Genitori che magari non avevano avuto la possibilità di trascorrere tempo con i propri figli durante la settimana, e che in una domenica di sole avevano scelto di non farlo. Che poi si, vale tutto, va bene. La necessità di avere del tempo per sé, l’esigenza di trascorre tempo con il proprio compagno. Il desiderio di riposarsi, o di vedere quegli amici con cui non si riesce mai ad organizzare.

Si, vale tutto, va bene. Però ce n’erano proprio tante, di tate, che giocavano con i figli di altri genitori.

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