#lodicelamamma: le donne con la luce negli occhi

#lodicelamamma: le donne con la luce negli occhi

Lo vedi dalla luce negli occhi, quella luce che è capace di illuminare un viso intero: tutto sembra risplendere, quando la pancia si arrotonda. Ogni piccolo dettaglio appare acquisire una luminosità che si addice soltanto a quei nove meravigliosi mesi che servono a portare a termine il compito di coloro che stanno per diventare madri: avere un bambino fra le braccia.

Sarà una luce speciale negli occhi, sarà un sorriso che illumina un volto intero; sarà la pancia che si arrotonda ogni giorno di più, saranno i movimenti lenti e misurati: sarà uno speciale qualcosa che rende speciali tutte quelle donne rotonde, e le rende speciali oltre il loro essere rotonde.

Sarà forse l’inconsapevolezza di quel loro fascino, o forse la perfezione di quella forma rotonda, a renderle così attraenti. O forse sarà anche un po’ quell’incoscienza che guida le azioni di tutte le donne che si trovano a diventare madri, o quell’ingenuità che maschera una realtà che ancora devono scoprire.

Saranno forse quei nove mesi di speranze e aspettative, di timori e desideri, a riempire i loro occhi e i loro volti. Tutti quei momenti pensati ad immaginare cosa sarà, quella pancia, e cosa saranno loro, quelle pance. Cosa vorrà dire, quando l’immaginazione incontrerà la realtà, in una linea di demarcazione tra donna e madre che solo dopo tempo comincerà a sbiadire, per far tornare ad essere quelle madri le donne che erano, e per farle diventare le donne che l’essere madri le ha rese.

Ed è così facile rivedersi, in quegli occhi e in quelle pance tonde, ricordare quelle che erano le proprie sensazioni, ritrovare i propri timori e le proprie preoccupazioni, riscoprire la curiosità di scoprire quelle due nuove vite, quella di un figlio e quella di una madre, che presto nasceranno.

E ti sembrerà così vicino, anche se è passato tanto tempo; e ti sembrerà così lontano, anche se di tempo ne è passato poco. In un orizzonte temporale che non si può misurare con il tempo che è trascorso, ma solo con la tenerezza di quel passato che è stato.

 

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