#lodicelamamma: e poi, inizia la scuola

#lodicelamamma: e poi, inizia la scuola

Non è che ci credevi molto, quando te lo dicevano. No, non ci credevi perché pensavi che per te non sarebbe potuto essere, così. Perché così non era stato, fino a quel momento, e quindi non capiscivi perché gli altri ti dicevano che sarebbe stato diverso, in futuro. Anzi, pensavi che si sbagliassero, in realtà. O forse, ti auguravi che si sbagliassero, perché se si fossero sbagliati le cose sarebbero così come tu le avresti volute. O come credevi, di volerle.

Già, perché c’erano i momenti in cui ti chiedevi se mai sarebbero cresciuti. Perché ti sembrava che non lo facessero mai, di crescere. E se anche ora ti sembra che siano sempre piccoli, beh, ti accorgi che piccoli non lo sono più così tanto. Cioè, un po’ piccoli lo sono ancora, ma anche un po’ grandi.

E in questi giorni di scuole che cominciano, li guardi entrare insieme nella loro scuola: la scuola dei grandi per chi è piccola, e la scuola in cui quello grande sarà quello grande davvero. Un po’ grandi, insomma, tutti e due.  E poi pensi che questo sarà l’ultimo anno, in cui ci sarà il primo giorno di scuola in quella che solo i piccoli chiamano scuola dei grandi. Perché poi la scuola dei grandi arriverà davvero.

E allora ci sarà quello zaino sulle spalle, a sancire l’ingresso nella scuola, quella vera. In quella vera scuola dei grandi, in cui chi è grande tornerà ad essere un po’ piccolo,  di nuovo. Ma lo sarà solo perché è diventato grande davvero.

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