#lodicelamamma: guardarli insieme

#lodicelamamma: guardarli insieme

Sentivo i rumori dei loro giochi. Li ascoltavo mentre camminavano per la stanza, aprendo le ante dell’armadio, inciampando nei binari del trenino, facendo cadere i libri sul pavimento. Mi sforzavo per cercare di catturare le loro parole, le loro piccole conversazioni, le loro grandi discussioni. Allungavo l’orecchio per tentare di partecipare ai loro discorsi.

Poi, mi sono avvicinata alla porta della loro stanza, e me ne sono stata lì, in piedi, sulla soglia. Ho sporto piano piano la testa, per cercare di vedere. Sperando di vederli. E li ho spiati giocare, insieme. Seduti sul pavimento, uno di fianco all’altra. Lui che cercava di incastrare le rotaie del treno, lei che gli porgeva la locomotiva. Lui che le spiegava che doveva finire con i binari, prima; lei che gli ha posato la locomotiva fra i piedi. Lui che si domandava perché mai non riuscisse a dare un senso ai suoi binari, lei che gli ha ammonticchiato i vagoni sotto i piedi.

Lui che la ha spiegato come fare per costruire il trenino da far correre su quei binari che non si incontravano mai, lei che lo guardava con quei suoi due occhioni spalancati. Lui che le ha mostrato come fare, prendendole le mani per aiutarla in un movimento che gli sembrava difficile, lei che si è lasciata guidare in un gesto che non le riusciva. Lui che ha applaudito il suo successo, lei che gli ho sorriso battendo le mani.

Hanno giocato, insieme. Lui con lei, e lei con lui. Insieme. Vicini, uno di fianco all’altra. Assegnandosi i ruoli, dividendosi i compiti. Aiutandosi, collaborando. Hanno costruito, insieme. Poi, mi hanno vista, che li stavo guardando. E allora lui mi ha guardato, mi ha sorriso, e mi ha raccontato che cosa avevano fatto, lui e lei, insieme. E lei mi ha guardato, mi ha sorriso, e mi ha portato un vagone del treno, indicandomi le rotaie. E io, io non ho potuto fare altro che continuare a guardarli, guardarli insieme.

 

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