#lodicelamamma: che sia una buona notte

#lodicelamamma: che sia una buona notte

E poi, ti rendi conto che ti stai scontrando con una di quelle difficoltà con la quale pensavi che non ti saresti scontrata mai. Perché hai fatto l’errore di pensare che a te non sarebbe successo, perché non ti era successo, prima. E perché hai fatto l’errore di pensare che avresti saputo come fare, se mai ti fosse capitato.

E invece. Mi ci è voluta un’ora e un quarto per farla dormire. Lei ci ha messo venti minuti per svegliarsi. Poi ha pianto, ancora e ancora . E si è addormentata, al seno. Mai mi sarei aspettata nulla di quanto è successo. Mai mi sarei aspettata che sarebbe stato così. Difficile, sicuramente. E incomprensibile. Perché guidato da dinamiche che sono, per me, indecifrabili. Guidato da una volontà ferrea, la sua più che la mia. Da una testardaggine che supera persino quella che pensavo sarebbe stato difficile anche solo avvicinare. Che è la mia , chiaramente.
Abituata come ero a un bambino a cui bastava un buonanotte per addormentarsi, non capisco come una bambina di quattro mesi possa essere così difficile da convincere. Certo, dorme di notte. Dieci ore. È una fortuna, ne sono consapevole e non me ne lamento. Però, se fosse per lei, non dormirebbe mai.

Oh si, il rituale. Non funziona. Oh si, il bagnetto. Non funziona. Oh si, il latte. Non funziona. Oh si, qualsiasi cosa mi sia venuto in mente. Non funziona. O almeno, a me, con me, non funziona. O non lo so far funzionare, non so.

Che poi, certo, dorme. Prima, o poi. Poi, soprattutto. Anche se qualche volta, dorme. Inaspettatamente. Buonanotte, e dorme. Questo, un giorno. Dopo un’ora di pianto, il giorno dopo. Quale possa essere il motivo, se c’è, non lo so. Non lo so, non lo capisco. Ci ho pensato, ma continuo a non capirlo. E quindi, non mi resta che guardarla dormire, quando finalmente si addormenta, ascoltare il suo respiro. E sorridere.

 

7 pensieri su “#lodicelamamma: che sia una buona notte

  1. filippofabiopergolizzi says:

    Difficile rapportarsi con chi non può far sentire la sua voce, non può dirci la sua opinione o darci quella risposta che risolverebbe tutto in un solo istante, e comprendo la difficoltà anche se non posso dare il mio parere di padre. Una cosa simile accadde con la mia prima nipotina. Era difficile capire se avesse coliche, se qualcosa la disturbasse o facesse semplicemente i capricci, ma farla cullare dall’auto ha sortito gli effetti desiderati 🙂 e questo mi riporta in mente il perché un tempo si usassero le culle basculanti. Non pensare che sia tu il problema, quello vero lo scoprirai col tempo, tranquillizzandoti tu stessa. Saluti.

  2. ribni1980 says:

    Carissima Valeria,
    Il rituale dell’addormentamento é quanto di più misterioso credo possa esistere. Come ci addormentiamo credo abbia un legame su come percepiamo la vita. Io e la mia piccolina abbiamo avuto tantissimi diversi rituali in questi quattro anni. C’è stata la disponibilità, la ribellione, la nevrosi, la stanchezza, la ciucciata infinita, la manina infinita sulla nenna, le ninne nanne in tutte le lingue, le storie in rima e in prosa, le coccole, i dispetti, la voce dura, gli accordi…
    Io credo che il pianto inconsolabile del bambino piccolo abbia a che fare con il suo bisogno di accettare che esiste e che esiste qui e ora. E tu, mi pare di leggere, fai l’unica cosa giusta, la tieni e aspetti e resisti per lei. Dirle sono qui mentre tu piangi é tutto per lei. Per questo poi dorme a lungo. Deve solo abituarsi. E il fatto che i due fratellini siano diversi non deve farti pensare che tu manchi, ma che raddoppi.
    Posso chiederti se hai pensato di metterla in fascia? Potrebbe aiutarvi dal punto di vista tecnico. Saresti la sua culla basculante.
    Con infinito affetto, da mamma a mamma!
    Valerie

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