#lodiceilpapà: stancamente bene

#lodiceilpapà: stancamente bene

Vorresti solo che il mondo si fermasse. No, non per scendere. Ci stai bene, sul mondo. Vorresti che si fermasse per poterti riposare, un po’. Un po’, solo un po’. E’ quel po’ che ti manca da così tanto, che come sia non te lo ricordi nemmeno. E vorresti tanto potertelo ricordare.

Chiudere gli occhi, e decidere quando aprirli. Sederti, e decidere quando alzarti. Cominciare un discorso, e decidere quali saranno le ultime parole. Cose così, semplici. Per ricordarti come erano. Perché ormai non lo sai nemmeno più.

Saranno tre anni, che non usi la sveglia. Saranno mesi, che non dormi meravigliosi sogni ininterrotti. Sono giorni, che ti addormenti sul divano che il sole è appena andato a dormire. Accendi la televisione, scegli cosa guardare, e ti addormenti. E dormi, dormi come un bambino. Come un bambino che altro non vorrebbe fare che dormire.

Ti si mischiano i pensieri, ti si incrociano le idee, ti si accartocciano le parole. Ti si incastrano i discorsi, ti si accavallano i ragionamenti. Uno sull’altro, uno dentro l’altro. E sai che quello che devi fare è rimetterli ognuno al proprio al posto. Uno davanti all’altro, in ordine. Così come lo sono sempre stati.

E ora sembra che sia così difficile. Così faticosamente faticoso. Tutto, lo sembra. Tutto sembra avere bisogno di infinite energie, per te che tutte le hai finite. Le cerchi, in qualsiasi angolo nascosto. E poi, le trovi. Eccole lì. Dove mai ti aspettavi che le avresti trovate. Oggi, ieri, e anche domani.

Lo sai, che le troverai. Le troverai, certo che le troverai. Perché altro non puoi fare, che trovarle. Anche questa volta, anche la prossima volta. Ogni volta, e sempre. Tu, che sei quello si sente stancamente bene. Già, stancamente, stancamente bene.

 

 

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