#lodiceilpapà: pronti, partenza?

#lodiceilpapà: pronti, partenza?

Tre valigie. Due borse. Un borsone. Due sacchetti. Due lettini, con il materasso. Un passeggino. Una sdraietta. Lo zaino con i giochi. La borsa per la spiaggia. E poi, tutte quelle cose che ti sei scordato, e che si ammonticchiano così, sul pianerottolo. Davanti alla porta dell’ascensore.

Eh si: metti tutto in ascensore, attraversa l’ingresso e il giardino, scendi le scale, apri la porta del box. E metti tutto in macchina. Tutto. In macchina. O dovresti, mettere tutto in macchina. Perché si, dovresti è la parola giusta. Dovresti, perché come puoi fare a mettere tutto in macchina, ti risulta difficile persino immaginarlo. Farlo, poi.

Eppure, ciservetutto. Nonpossotoglierrnulla. Così, ti hanno detto. Mapropriotutto? hai chiesto. Propriotutto! Ti hanno detto. Ah pure i vestiti per il matrimonio ci devo mettere? E dove li metto quelli, che se poi si sgualciscono chi la sente, quella?

Credo che non ce la farò. Non ce la farò mai. Dovrà togliere qualcosa, mia moglie. Chissà quanta roba inutile ha portato. Come al solito, poi. Si certo che la vedo, quella valigia. Quella lì, si. Quella piccola. Ah, è lì che ci stanno le sue cose, e quelle di Filippo? E pure quelle di Sofi? Lì, nella valigia piccola? Va bene, ho capito, ce la farò. Ci farò stare tutto, nel bagagliaio. E comunque, era meglio andare in ufficio.

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