#lodiceilpapà: come passano gli anni

#lodiceilpapà: come passano gli anni

Passano gli anni, arrivano compleanni che fai fatica a ricordare quanti siano. Ti chiedi se sia giusto, il numero che hai appena detto a chi ti chiede quanti anni compi. Trentaquattro? Si trentaquattro, confermi dopo aver contato quanti anni siano passati dal millenovecentoottantatre. Perché tu sei nato nel millenovecentoottanta e qualcosa. Tu, che hai figli che sono nati nel duemiladieci e qualcosa.

Già, trentaquattro. Anche se ti sembra che l’università sia finita ieri. E invece, l’hai cominciata quindici anni fa. Anche se ti sembra che quelli nati nel duemila stiano facendo le elementari, e invece stanno studiando per la patente.

Abituato come sei a scandire il tempo contando settimane prima, e mesi poi, ti risulta così naturale definire il passare del tempo secondo un criterio che non è più il tuo. E se il tuo di tempo passa senza che tu nemmeno te ne accorga, quello dei tuoi figli avanza ad una doppia velocità, lento nella fatica quotidiana e nella stanchezza di ogni giorno e veloce nel cambiamento e nell’evoluzione. Perché se i tuoi figli ti sembrano sempre piccoli, troppo piccoli per fare tante cose, ti basta riguardare una foto recente per capire quanto siano diventati grandi.

E ti capita di guardarli, quando riesci ad assumere una prospettiva che ti permette di allontanare il tuo sguardo dalla contingenza che ti travolge, e di scoprirli subito grandi. Inaspettatamente grandi. Incredibilmente grandi.

E quando inizi a contare, anche per loro, lo scorrere dei mesi in anni e non in mesi o settimane, ti rendi conto di quanto velocemente passi il tempo. Non solo per te.

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