#lodiceilpapà: le chiamavano vacanze

#lodiceilpapà: le chiamavano vacanze

Eccoti, con davanti lunghi, meravigliosi giorni di vacanza. Tre intere giornate di sole da riempire, tre mattine da rendere ricche di giochi e avventure, tre pomeriggi di giri in bicicletta e corse nei parchi, tre sere di libri della buona notte. Tre, interi, giorni. Tre interi giorni, prima di tornare a lavorare, lunedì.

C’era un tempo in cui le chiamavano vacanze. C’è stato un tempo in cui le abbiamo chiamate vacanze. Un tempo di pigri risvegli e colazioni lente, di passeggiate tranquille e pranzi rilassati, di pomeriggi di libri letti sul balcone e di serate di chiacchiere e bicchieri di vino. Ce n’è stato uno, di tempo, in cui erano queste, le vacanze.

Ora ci sono sveglie che ci fanno scoprire albe meravigliose, colazioni di tazze che si rovesciano e di biscotti che si sbriciolano, bagni pieni di schizzi e di macchie di dentifricio, mutande infilate su un piede solo e scarpe sui piedi sbagliati, passeggiate di corse e lunghe rincorse, pranzi di tovaglie tirate e tovaglioli caduti. E poi, pomeriggi di altalene che toccano le nuvole e biciclette che corrono per ripide discese, gelati sgocciolanti e succhi appiccicosi, libri che non finiscono mai e trenini che non trovano le loro stazioni.

E se prima dovevi solo a come riposarti, ora pensi solo a quanto lo vorresti, riposarti. Un po’, qualche volta. Provare a svegliarti quando il sole è già sorto, bere un caffè per intero, leggere un giornale dalla prima pagina all’ultima. Prenderti il tempo per scegliere cosa fare, e quando farlo. Con quella lentezza che ormai fai fatica a ricordare.

E ti domandi quando mai riuscirai a riposarti. Se mai, riuscirai a riposarti. E cerchi di capire quando mai finiranno, queste benedette vacanze. Quanti giorni mancano, alla fine delle vacanze. Quando arriverà quel momento in cui ti chiederai la porta alle spalle, e te ne potrai tornare in ufficio. A riposarti un po’.

 

2 pensieri su “#lodiceilpapà: le chiamavano vacanze

  1. Paola says:

    E già, è proprio così. Finchè passa il tempo e quei momenti si puliscono dai ricordi pesanti e resta solo la bellezza dei nostri bimbi piccoli, perchè allora erano solo “nostri”

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