#lodiceilpapà: c’era una volta l’estate

#lodiceilpapà: c'era una volta l'estate

C’era una volta l’estate che cominciava con la campanella dell’ultimo giorno di scuola, che faceva cominciare quei tre mesi di vacanza che ancora non sapevi avresti ricordato con nostalgia per tutta la vita. L’ estate di giornate che cominciavano quando il sole entrava dalla finestra aperta, si faceva colazione con l’odore del pranzo che era già sul fuoco e si organizzavano lunghi pomeriggi di giochi con gli amici.

C’era una volta l’estate dei giri in bicicletta per andare alle panchine del parco, delle partite di pallone nel cortile dell’oratorio, delle giornate in piscina che sembrava di essere già un po’ al mare. L’estate del mare d’agosto, dei giornaletti sotto l’ombrellone, delle parole crociate che non si volevano incrociare; dei bagni che non finivano mai e delle partite a racchettoni, delle sfide a calcetto che rullare non vale e del juke box in cui infilare la moneta per far cantare la canzone dell’estate.

C’era una volta l’estate del Cucciolone e del Cornetto Algida, del Festivalbar e della compilation che non sapevi scegliere quale ti piacesse di più, del walkman nelle orecchie per sentirsi grande e dei ciucci colorati intorno ai polsi, delle manine appiccicose che trovavi nel pacchetto delle patatine e del Game Boy con il suo piccolo schermo in bianco e nero.

C’era una volta l’estate che dovevi aspettare tre ore dopo aver mangiato prima di fare il bagno, dell’ombrellone sotto cui dovevi stare quando faceva troppo caldo e del cappellino da tenere sulla testa. L’estate del Crystal ball che si rompeva sempre e delle partite a Uno che non finivano mai, del materassino per andare al largo e degli amici del mare che come avresti potuto fare senza proprio non lo sapevi.

C’era una volta l’estate che quando iniziava sembrava non dovesse finire mai, e quando finiva sembrava impossibile potesse essere già finita. L’estate delle cartoline che si scrivevano leccando il francobollo e si conservavano nelle scatole di latta, della pubblicità dello zaino e dei quaderni a Ferragosto e dei pomeriggi in penombra davanti alla televisione che trasmetteva qualsiasi replica di qualsiasi programma.

C’era una volta l’estate di quando i piccoli eravamo noi, l’estate che ricordiamo con affetto e nostalgia. C’era una volta la nostra estate, che presto sarà l’estate dei nostri figli.

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