L’importanza di chiamarsi Filippo

Io mi chiamo Filippo. Lo sapevate, vero? E sapete anche che ci sono quelle persone che dicono che tutti quelli che hanno lo stesso nome sono un po’ uguali? Come dicono che sono un po’ uguali anche quelli che sono nati lo stesso giorno. Insomma, io dovrei essere come altri Filippo. Anzi, Filippi.

Filippo

E come dovremmo essere, noi Filippi? Un po’ testardi? Ma non è mica vero. Almeno, io non sono così. Proprio per niente. Non so nemmeno cosa voglia dire, testardo. Che voglio fare sempre quello che voglio? Ma non è proprio vero, proprio per niente. Io faccio sempre quello che vogliono gli altri, non mi lamento mai. Fino a quando mi va bene.

Che mi offendo se le cose non sono come voglio io? O se mi dicono una cosa che non mi piace? Perché mai? È giusto che le altre persone dicano quello che pensano. Soprattutto quando mi dicono che sono bravo, bello e buono va bene. Altrimenti no, e faccio la faccia di disappunto.

Che si fa così, ve la spiego anche a voi che di solito funziona, soprattutto le prime volte. Allora, dovete fare la bocca triste, con gli angoli all’ingiù. Poi dovete muovere il mento veloce veloce su e giù, come per piangere. E gli occhi, che sono importanti: dovete cercare di far venire qualche lacrima, che quelle funzionano sempre. Avete capito?

 

 

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