Le notti delle mamme

Le notti delle mamme

Iniziano quando finiscono giornate che sembrano non finire mail, le notti delle mamme. Iniziano quando altri decidono che possono iniziare, e finiscono quando altri decidono che devono finire. Cominciano con una voce che canta una lunga ninna nanna e si chiudono con una voce che chiama ripetendo sempre lo stesso nome.

Sono piene di ore di veglia che scorrono lente, e povere di ore di sonno ristoratore. Sono ricche di mani che accarezzano i capelli, di dita che asciugano le lacrime, di parole che si sussurrano nelle orecchie. Mancano delle pagine dei libri che accompagnano il sonno, del silenzio delle ore più scure, dei risvegli con la luce del sole.

Imparano a dormire quando si può, e a stare sveglie quando si deve, le mamme. Imparano a dormire con gli occhi chiusi e le orecchie aperte. Imparano a fare piccoli sogni, per non doverli lasciare a metà. Imparano a trovare la forza per svegliarsi nel buio della notte. E imparano ad addormentarsi quando la guancia si appoggia sul cuscino.

Accarezzano, cullano, consolano, allattano, le mamme. Cantano canzoni e raccontano storie, ascoltano piccole voci sperando di sentire solo silenzio, guardano nel buio per scoprire quello che l’oscurità nasconde. Annusano guance rotonde che si muovono con respiri tranquilli, baciano fronti coperte da piccoli ciuffi di capelli.

Finiscono con gli occhi scuri e la testa pesante, le notti delle mamme. Con un caffè caldo tra le mani per iniziare un nuovo giorno. E per dimenticare il sonno che non c’è stato, aspettando quello che ci sarà.

 

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