Le cose al posto

Mensole, ripiani e cassetti. Ante e armadi. Scatole, scatoline e scatolette. Contenitori. Tutti i posti in cui devono andare le cose. In cui devono tornare, dopo averle usate. È questo che dice adesso, la mamma. Filippomettiaposto. Se prendo in gioco poi lo devo mettere a posto. Se butto per terra i libri poi li devo mettere a posto. Uffa, che noia mettere a posto.

Le cose al posto

È che adesso le è venuta questa idea, di mettere a posto. Di rimettere le cose al loro posto. Si, si possono usare, ma poi devono tornare dove erano. Più o meno. E più ne usi, più ne devi mettere a posto. E poi ci sono anche le cose fatte di tanti pezzi, come i mattoncini per le costruzioni. O i cubetti della torre. Quelli che svuoti la scatola sul pavimento veloce veloce, e poi lento lento devi rimetterci tutto, nella scatola. Un pezzo per volta. Tutti quei pezzi, un pezzo per volta.

E poi cerca di non farsi accorgere, e di non farmi capire che sto mettendo a posto. E io magari non mi accorgo, per un po’. Mi dice midaiquelcubettoperfavore? E poi me lo fa mettere nella scatola. Prendiillibro? E me lo fa mettere sulla mensola. E allora poi si, che me ne accorgo. E allora mi ricordo che non mi piace. Ma ormai mi ha già ingannato, quella lì, e io le cose le ho già messe a posto. E mannaggia, ha vinto lei, anche questa volta. Ma la prossima volta starò più attento, lo prometto.

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