Le bolle di sapone

Le senti scivolare fra le dita delle mani. Cerchi di prenderle, e ti scappano via. Cerchi di tenerle ferme, e schizzano da tutte le parti. Cerchi di stringerle, e se ne vanno via veloci. Più cerchi, meno ci riesci. Perché sono proprio fatte così, le saponette: sono fatte per scivolare.

Già non si riesce mica tanto a farle stare ferme. Perché in qualsiasi posto tu le appoggi, loro cercano di spostarsi. Un po’ di qua, un po’ di là, se ne vanno sempre in giro. E questo, quando sono asciutte. Quando toccano l’acqua, invece! Che siano le tue mani, ad essere bagnate, o il posto su cui sono appoggiate, è lo stesso: se ne vanno via velocissime! Così velocissime che nemmeno le vedi! E riuscire poi a prenderle, mica è facile, eh!

E’ per quello che cadono, cadono dappertutto. Nel lavandino, nella vasca da bagno, per terra. E iniziano a fare le bolle. Tante bolle, tantissime. E più le muovi, più fanno le bolle. Bolle grandi e bolle piccole, tantissime. Le puoi usare per lavarti, tutte queste bolle. Le puoi spalmare sulle mani, sulla pancia, sulle gambe: così, tutto diventa pulito. Ecco, quasi tutto: perché no, negli occhi e nella bocca se non ce li metti è meglio.

Io ci ho provato, ma non mi è piaciuto: gli occhi mi sono diventati tutti pizzichini, e la bocca mi è diventata tutta bollosa. E no, non è stato bello. Perché non è stato mica facile, fare andare via tutto quel sapone dalla faccia. Me ne sono dovuto stare fermo, e zitto, con l’acqua sulla faccia. E non potevo neanche dare la colpa a nessuno, ché le bolle in faccia me le ero messe io. Però, poi, mi sono dovuto consolare con un biscotto. Mica me ne potevo stare con la bocca che sapeva di sapone, no?

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