Le bolle di sapone

le bolle di sapone

Apri il barattolino, girando piano piano. Tiri fuori il bastoncino, prima dritto e poi tondo. Poi lo rimetti dentro, così si riempie di sapone. E lo tiri fuori di nuovo, tutto pieno di sapone. Poi lo avvicini alla bocca, dritto davanti a te. E ti prepari, ti prepari a soffiare.

Riempi le guanciotte, e le fai diventare tonde tonde. Poi trattieni il respiro, e soffi. Soffi piano piano, e fai un soffio lungo lungo. Perché io ci ho provato, a soffiare forte, ma non va bene. No, non va bene, perché se soffi forte le bolle non vengono. Non riescono a volare.

E invece il bello è proprio questo, farle volare. Farle volare in alto in alto, fino in cielo. O farle volare in basso, per riuscire a prenderle fra le mani. O farle volare lontano, per giocare a rincorrerle.

Ci si gioca con gli amici, con le bolle di sapone. Uno soffia, e gli altri corrono. Corrono dietro alle bolle, tutti insieme. E si scontrano, con i sederi e con le pance. E si incastrano, con le braccia e con le mani. Con gli occhi in su e le braccia in alto. E le mani una vicino all’altra, pronte a prendere la bolla. E le gambe pronte a correre a e a saltare, per acchiappare le bolle più alte.

Ma ci sono delle bolle che non si riescono ad acchiappare. Sono quelle che se ne scappano in alto in alto, in alto dove nemmeno i papà riescono a prenderle. E tutto quello che si può fare è guardarle andare in su, e chiedersi dove andranno a finire, quelle bolle che nessuno mai è riuscito ad acchiappare.

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